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mercoledì 18 novembre 2015

Doppio appuntamento in occasione della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti - COOL TO REUSE

Due iniziative ieri, 26 novembre, a Macerata per la Settimana europea per la riduzione dei rifiuti, a cura del Comune e del Centro educazione ambientale “Parco di Fontescodella”. 

Nella mattinata, presso le case di terra di Borgo Ficana, alla presenza degli assessori comunali Federica Curzi e Mario Iesari, sono stati consegnati all’associazione culturale OZ e al Centro per Famiglie di viale Indipendenza, quattro computer recuperati grazie al progetto Cool to reuse. Il progetto, infatti, prevede la raccolta di PC obsoleti prima che entrino nel ciclo dei rifiuti, rendendoli nuovamente utilizzabili attraverso piccole riparazioni ed installazioni di software liberi ed open-source, per donarli ad associazioni e organismi di interesse pubblico e sociale.

Nella serata, nell’aula didattica del Centro di Educazione Ambientale di Fontescodella, si è svolto l’incontro su “La gestione dei rifiuti a Macerata: risultati e nuove prospettive” che ha visto come relatori l’assessore all’ambiente Mario Iesari, il responsabile dell’ufficio Ambiente del Comune di Macerata Giovanni Romagnoli e Luca Romagnoli della Cosmari. Presentate le stime dei dati sulla raccolta differenziata a Macerata che per il 2015 dovrebbe superare il 70%. L'incontro si è concluso con una presentazione dei progetti di buone pratiche per la riduzione dei rifiuti promosse dal COSMARI nel territorio provinciale.

LE FOTO DEGLI EVENTI:   GALLERY 1   GALLERY 2

IL PROGRAMMA:


- ore 11.00 Borgo Ficana (Borgo S. Croce)
Progetto COOL to REUSE: i risultati del Trashware

- ore 21.00 aula didattica CEA Parco di Fontescodella
(Via Mugnoz 5/A all'interno del Parco urbano di Fontescodella)
La gestione dei rifiuti a Macerata: risultati e nuove prospettive

interverranno:
Mario Iesari (assessore ambiente Comune di Macerata)
Luca Romagnoli (responsabile comunicazione COSMARI)
Giovanni Romagnoli (ufficio ambiente Comune di Macerata)




venerdì 3 aprile 2015

INNATURALI Concorso per giovani artisti - COOL TO REUSE


L’Associazione AlterEco nell'ambito del progetto COOL TO REUSE, indice un concorso artistico volto all'allestimento di un’esposizione semi permanente da realizzarsi presso il parco situato in «Piazzale Vittime del Terrorismo», a Macerata a partire da giugno 2015.

Innaturali” ha come obiettivo primario quello di stimolare il re-impiego ed il riutilizzo in maniera creativa dei beni usati e delle materie prime, prolungandone il ciclo di vita oltre le necessità del primo utilizzatore, in modo da sviluppare e promuovere tra i giovani coinvolti nel progetto strumenti di comunicazione innovativi ed efficaci nel contrastare e superare l’attuale paradigma culturale dell’usa e getta.

Il progetto COOL TO REUSE è finanziato nell'ambito del programma Youth in Action, Azione 4.6, codice Progetto 550331-YFE1-1-2013-1-IT-YOUTH-Y46 CUP|19D1400030008


All'artista vincitore verrà assegnato un
premio in denaro di 1.000 euro.

La partecipazione è gratuita e aperta a tutti i giovani artisti di età compresa tra i 18 e i 30 anni compiuti.

Il termine per la presentazione delle domande
è stato posticipato a venerdì 24 aprile 2015

E’ prevista l’organizzazione di una serata inaugurale dell’evento (giugno 2015) all'interno del quale verrà decretata l’opera vincitrice.

Iscriviti al gruppo Facebook di INNATURALI

LEGGI IL BANDO DI CONCORSO QUI SOTTO OPPURE SCARICALO E POI COMPILA LA DOMANDA DI PARTECIPAZIONE:  ALLEGATO 1     ALLEGATO 2




Scarica l'ALLEGATO con le foto del Parco Corneto per vedere la location del concorso

Iscriviti al gruppo Facebook di INNATURALI



giovedì 19 febbraio 2015

La plastica: diversi tipi e usi alternativi- COOL TO REUSE


LEER EN ESPAÑOL

La plastica è un materiale sintetico, duttile e duraturo, usato come sostituto del vetro, del legno e di altri materiali naturali. A seconda delle loro propietà, esiste una classificazione dei tipi di plastica. Spero che questo post serva a chiarire le idee su come viene utilizzata la plastica, e quali sono i suoi usi alternativi:

venerdì 16 gennaio 2015

Capsule del caffè. Come riciclarle correttamente e renderle un po' più sostenibili

Un'altra piccola fonte di inquinamento, che però piano piano sta diventando insostenibile. Ma perché non consideriamo l'idea di tornare alla vecchia caffettiera?
Scritto Da Marta Albè [Articolo originale: www.greenme.it]


La capsule del caffè sono sostenibili e riciclabili? Non è proprio così, almeno per quanto riguarda gran parte dei prodotti disponibili sul mercato. L'acquisto di capsule di caffè è ormai un'abitudine molto diffusa, tanto che molti italiani non riuscirebbero a farne a meno, dopo aver detto addio alla vecchia caffettiera. Potere del marketing e della comodità. I promotori del caffè in capsule non hanno però tenuto conto della loro insostenibilità.


Lo ha messo in luce Report, nella puntata di ieri, lunedì 7 aprile. Un'inchiesta della trasmissione ha svelato la scarsa qualità della bevanda più amata dagli italiani, per concludere con un'analisi delle capsule di caffè che sono ormai parte, per molti, di un vero e proprio rito quotidiano. Se, da una parte, i baristi preparerebbero il caffè con modalità errate, "con acqua sporca piena di residui cotti centinaia di volte", dall'altra le capsule contribuiscono ad inquinare l'ambiente con plastica e alluminio e rischiano di rivelarsi dannose per la salute.
Il problema del riciclaggio delle capsule di caffè si è presentato persino a Capannori, in provincia di Lucca, Comune che si distingue in Italia per l'operazione Rifiuti Zero e per le buone pratiche nella gestione della raccolta differenziata. A Capannori si ricicla quasi tutto e soltanto il 18% dei rifiuti finisce nell'indifferenziato. Aprendo i sacchetti dell'indifferenziato si è scoperto che più della metà del contenuto era rappresentato da capsule. A livello nazionale si parla di enormi quantità di plastica e di alluminio da smaltire ogni giorno.
Come riciclare le capsule di caffè

Le capsule del caffè, sottratte dalla spazzatura, si trasformano in materiali di partenza utili per il riciclo creativo, ma non tutti si dedicano a simili attività. E' importantissimo ricordare che le capsule del caffè non sono considerate ancora imballaggi, dunque non sono da conferire nella raccolta differenziata. Vanno dunque gettate tra i rifiuti indifferenziati. Le loro destinazioni? Discariche e inceneritori.
Come fare per smaltire le capsule di caffè? Quali sono i rischi per la salute?
Capsule in alluminio

Per quanto riguarda le capsule in alluminio, una soluzione esiste già. Nespresso, ad esempio, ha avviato una collaborazione con il Cial per il loro smaltimento. Si tratta di un sistema capillare di tutela ambientale che è in grado di garantire il recupero delle risorse. L'alluminio delle capsule è riciclabile al 100%. Cial invia il caffè residuo rimasto nelle capsule di alluminio al compostaggio per le coltivazioni di riso, destinato da Nespresso alla Onlus Banco Alimentare. Attualmente il progetto Ecolaboration per il riciclo delle capsule in alluminio Nespresso riguarda 30 boutique in Italia, a cui corrispondono altrettanti punti di raccolta.
E per quanto concerne la sicurezza? Secondo il professor Matteo Russo, il contatto dell'acqua ad alta temperatura con l'alluminio potrebbe liberare piccolissime particelle di questo materiale. Nespresso però garantisce che nelle capsule esiste una membrana protettiva trasparente che protegge il caffè dal contatto con l'alluminio. Il rilascio di alluminio sarebbe comunque minimo.
Capsule in plastica

Le capsule in plastica - Report fa riferimento a Lavazza - sarebbero le più disastrose. Lavazza produce più di 2 miliardi di capsule all'anno e tutte finiscono tra i rifiuti indifferenziati. Secondo Lavazza, la plastica è un componente che serve per garantire la qualità e la conservabilità del caffè.
Le capsule di plastica rilasciano sostanze tossiche? Dall'inchiesta di Report emerge che dalle capsule di plastica sottoposte ad alte temperature può avvenire un rilascio di sostanze come gli ftalati, che sono cancerogeni. La plastica delle capsule rilascerebbe anche furano - una sostanza inquinante considerata tossica e cancerogena - ma Lavazza si dichiara pronta a garantire la completa sicurezza dei propri prodotti. Infine, secondo quanto comunicato dal Ministero della Sanità, chi fabbrica caffè in cialde o in capsule è responsabile della sicurezza per quanto riguarda i limiti di migrazione.
Le soluzioni?
Cosa possiamo fare noi?

Se non riusciamo proprio a rinunciare al caffè in capsule - che, dopotutto, rappresenta un piccolo lusso visto soprattutto il costo - e a ritornare alla cara vecchia caffettiera o macchine espresso con caffè sfuso, per quanto riguarda lo smaltimento delle capsule in alluminio, possiamo conservarle e consegnarle presso i negozi e i punti di raccolta che collaborano con il Cial. Non diventa un grande sforzo visto che molto spesso ci si reca lì comunque per acquistarne di nuove. L'unica accortezza è quella di eliminare i residui di caffè - da gettare nell'umido - lavarle bene e metterle da parte.
Se siamo particolarmente fantasiosi e bravi con i lavori manuali, una soluzione parziale è rappresentata dal riciclo creativo. Le capsule in alluminio si prestano infatti a trasformarsi in bijoux, come anelli e ciondoli per orecchini e collane, e decorazioni per borse, sandali e cinture. 
Cosa possono fare le aziende?

Le aziende che producono caffè in capsule possono stringere degli accordi con i consorzi che si occupano del ritiro e dell'avvio al riciclo di materiali come l'alluminio e la plastica, in modo da facilitarne lo smaltimento. Inoltre, data la possibilità di utilizzare capsule biodegradabili, i produttori potrebbero propsettare un passaggio a capsule per il caffè più semplici da smaltire per il prossimo futuro.

Capsule biodegradabili
Lavazza sarebbe alla ricerca di un modo per fare in modo che le cialde vengano smaltito come qualunque umido che abbiamo nelle nostre case. In realtà la soluzione esiste già. Si tratta delle capsule biodegradabili realizzate da Novamont, disponibili sin dal 2013. Le capsule e le cialde biodegradabili permettono di gettare sia l'involucro che i residui di caffè direttamente nell'umido. Le capsule biodegradabili di Novamont sono in Mater-Bi, una bioplastica di derivazione vegetale che permette di ridurre il ricorso a materie prime non rinnovabili per la loro produzione.

venerdì 19 dicembre 2014

Fermiamo lo spreco alimentare - COOL TO REUSE


Sfruttiamo l'occasione delle festività natalizie per parlare di un tema che ci sta molto a cuore: lo spreco alimentare. La situazione sta diventando insostenibile da questo punto di vista. Anche la Comunità Europea si sta lentamente rendendo conto del problema e lo Stato italiano (Presidente di turno del Consiglio) ha stilato un documento intitolato la Carta di Bologna per definire una politica comune in tema di azioni concrete di lotta allo spreco alimentare in Europa.


Sprecozero è il sito del progetto per contrastare gli sprechi alimentari, e questi sono i numeri del fenomeno. Nel mondo oggi un terzo del cibo prodotto finisce sprecato ogni anno lungo la filiera alimentare e 805 milioni di persone risultano ‘cronicamente sottonutrite’. Lo spreco annuo di cibo sul pianeta vale una volta e un terzo l’intero PIL italiano, ovvero 2060 miliardi € (PIL 2013: 1560 miliardi €) inclusi i costi sociali, ambientali ed economico-produttivi (studio FAO - Food Wastage footprint 2014). Ma le percentuali sono ben diverse: laddove in Africa e nel Sud-Est Asiatico si sprecano fra 6 e 11 kg di cibo all’anno, in Europa e Nord America si arriva a 95/115 kg di cibo sprecato. Nella sola Europa, dati 2014 attestano che ogni anno si sprecano oltre 100 milioni di tonnellate di cibo. In Italia, elaborazioni Last Minute Market rilevano che lo spreco annuo di cibo è di 1.461.018 tonnellate per il residuo agricolo in campo (3,08%), di 2.036.430 tonnellate in ambito industriale-produttivo, di 270.776 tonnellate per lo spreco nella distribuzione. Senza contare il costo dello spreco domestico che nel 2013, secondo l’Osservatorio Waste Watcher, è costato 8,1 miliardi di euro, pari a circa 2,5 kg di cibo gettati ogni mese, per un costo di 32 euro al mese.

In Italia si stanno sperimentando diverse soluzioni per arginare questo fenomeno. A Torino da diversi mesi ci si è attivati in tal senso con iniziative di "Foodsharing" sull'esempio di realtà tedesche. A Milano è nata addirittura una start up che ha l'obiettivo di coinvolgere grossisti, imprese di ristorazione e piccole e grandi distribuzioni per far sì che il cibo "a richio", (quello che non verrebbe immesso sul mercato o in eccedenza perché prossimo alla scadenza), venga venduto ad un prezzo più basso e accessibile a tutti. Si chiama My Foody e questo è un video che spiega il funzionamento della rete contro gli sprechi:


Ci sono addirittura festival del cinema che puntano su questo tema. A CAERANO si è svolto quest'anno il "MoFFe - Monnezza film festival 2014", una rassegna di film a tematica ambientalista ed ecologica organizzata da AriaNova.

La società e i governi iniziano a percepire la reale gravità del fenomeno e a mobilitarsi. Ma la lotta è soltanto all'inizio. Contrastare questo spreco significa anche opporsi a quanti, più o meno surrettiziamente, vogliono imporre l'uso di sementi modificate geneticamente con la tesi che soltanto questo tipo di agricoltura può contrastare la fame nel mondo, mentre il loro reale scopo è aumentare i profitti delle aziende con il risultato di mettere a rischio tutto il genere umano con l'impoverimento genetico delle nostre fonti alimentari.

Noi come al solito vi lasciamo con degli esempi pratici di riuso del cibo, da mettere in pratica ogni giorno, per innescare il cambiamento dalle nostre piccole azioni quotidiane. Buon appetito!






































venerdì 12 dicembre 2014

Il tappeto non ci basta più - COOL TO REUSE

Noi occidentali siamo bravissimi a nascondere la nostra immondizia sotto al tappeto.
E quando il tappeto è pieno siamo altrettanto bravi a portarla a casa del nostro vicino.
In questo modo ci sembra di aver risolto il problema, ma non è così. Perché i nostri vicini sono più vicini di quanto pensiamo...

L'unica soluzione è:
PRODURRE DI MENO!
RIUSARE DI PIU'!





GUARDA IL VIDEO DI ALEX GOROSH


Leggi l'articolo completo su WIRED

Rimetti in circolo i tuoi vecchi apparecchi elettronici...
Come? Ecco due buoni esempi:

Macerata Trashware

Gizmogul











venerdì 28 novembre 2014

COOL TO REUSE - Produttori di energia elettrica dal basso




Continuiamo la serie di articoli sul terreno ancora poco esplorato del connubio tra riciclo e tecnologia. Una opzione come quella proposta dall'articolo di oggi è possibile soltanto se la legislazione e il settore distributivo sono già predisposti, come in Olanda, però quello che non è possibile oggi in Italia magari sarà realtà tra qualche anno...

venerdì 20 giugno 2014

COOL TO REUSE - Riciclo Creativo

Il traguardo consiste nell'azzerare il conferimento in discarica. Attendendo che anche l'industria e il grande commercio facciano la loro parte per il raggiungimento dell'obiettivo Rifiuti Zero noi possiamo fare moltissimo per ridurre drasticamente i rifiuti gettati in discarica, anche grazie al riciclo creativo.


Dal sito greenme un articolo con degli ottimi spunti per riusare tantissimi oggetti di uso comune e per sviluppare la creatività...



Marta Albè per greenme.it

Il riciclo creativo permette di dare nuova vita agli oggetti di uso comune e ai materiali inutilizzati. Grazie al riciclo creativo possiamo ridurre la quantità dei rifiuti destinati alle discariche e realizzare nuovi oggetti a costo zero, per noi o da regalare. Abbiamo raccolto per voi le 100 migliori idee che vi abbiamo presentato nel corso del 2013.
Così è nata una classifica da scorrere fino alla fine, a partire dall'ultima fino alla prima posizione, per scoprire le idee più apprezzate e gli articoli più letti, condivisi (e scopiazzati :P) per quanto riguarda l'arte del riciclo. Dalle chiavi ai barattoli per il caffè, dalle camicie da uomo ai vecchi maglioni, gli spunti per dedicarsi al riciclo creativo sono davvero numerosi. Ve ne siete persi qualcuno?
Leggete la classifica e scopriteli tutti!

10) Chiavi: 10 idee per il riciclo creativo

chiavi riciclo creativo

9) 10 idee per riciclare creativamente i barattoli del caffe'

500

8) 10 idee per riciclare creativamente le camicie da uomo

riciclo camicie

7) 10 idee per riciclare in modo creativo i vecchi maglioni

maglioni

6) Come realizzare scatole e contenitori dalle bottiglie di plastica

bottiglie plastica

5) Collant: 10 riutilizzi creativi per le vecchie calze

collant

4) Scatole di scarpe: 10 idee per il riciclo creativo

scatole scarpe

3) Come tagliare la bottiglia di vetro con un filo in 10 mosse

tagliare bottiglia vetro

2) Cartone della pizza: 15 idee creative per riutilizzarlo

cartone pizza

1) Scatolette del tonno: 10 idee per il riciclo creativo

scatolette tonno
Quali idee avete sperimentato o vi sono piaciute di più?






mercoledì 14 maggio 2014

Conferenza stampa di presentazione del progetto Cool to Reuse


Si è svolta oggi presso la sede del Comune di Macerata la conferenza stampa di presentazione del progetto Cool to Reuse.
Il progetto di cooperazione europea in tema ambientale vedrà la collaborazione tra Macerata e la città spagnola di Burgos attraverso le associazioni Gruca onlus, AlterEco, Collettivo CSA Macerata e Forward Agency.
Il progetto “Cool to reuse” si è aggiudicato, tra molti candidati, il finanziamento del programma europeo Youth in Action per 47 mila euro. I partner spagnoli sono le associazioni Amycos e Fluye. L’ammontare complessivo dell’investimento è di 94.800 euro, finalizzati ad attività di promozione sul territorio italiano e spagnolo della cultura del riuso, della sostenibilità ambientale e cittadinanza attiva attraverso azioni che coinvolgono direttamente i giovani in quanto protagonisti del cambiamento. E’ strutturato in otto iniziative giovani e un programma di mobilità SVE (Servizio Volontariato Europeo) che vede una maceratese già operativa nella città spagnola di Burgos e due spagnoli che saranno presto a Macerata per realizzare gli interventi di progetto, guidati da esperti delle varie associazioni nella organizzazione delle attività attraverso percorsi di apprendimento non formale.







Leggi il testo completo
















mercoledì 26 febbraio 2014

Cool To Reuse - Young ways for raising awareness of reuse

E' in partenza un altro bellissimo progetto dedicato ai giovani e alla salvaguardia dell'ambiente che vede protagonista AlterEco.
Il progetto COOL TO REUSE ha come capofila il Comune di Macerata e tra i partner, oltre alla nostra associazione, sono impegnati l'Associazione Collettivo CSA Macerata, l'Associazione Gruca onlus, l'Associazione Forward Agency e Risorse Cooperativa.
I partner europei sono l'ong AMYCOS e l'associazione  Fluye di Burgos (Spagna).

venerdì 7 gennaio 2011

COOL TO REUSE – Buone pratiche per ridurre i rifiuti


In questo blog abbiamo proposto differenti forme per riutilizzare e riciclare i rifiuti che generiamo abitualmente nella vita domestica. Per avere un comportamento sostenibile esiste una regola generale chiamata “le tre R” cioè Ridurre, Riutilizzare, Riciclare. In questo articolo ci occuperemo della prima R proponendo un piccolo decalogo di buone pratiche da tenere in mente nella nostra vita quotidiana:

- Evita sacchetti di plastica quando acquisti nei negozi o supermercati: porta con te una borsa di tela o plastica dura che possa essere utilizzata più volte.

- Non comprare prodotti con un imballaggio eccessivo ma cerca il prodotto con il packaging che produca meno rifiuti.

- Compra prodotti venduti in confezioni familiari, evita le confezioni monodose.

- Compra prodotti locali risparmiando sia in imballaggi che nel trasporto.


- Compra prodotti sfusi e prodotti freschi: si evitano imballaggi non necessari e si acquista la quantità esatta di cui si ha bisogno.

- Utilizza la pellicola di plastica o la carta argentata il minimo indispensabile. Prendi il considerazione una volta usata potrebbe essere riutilizzata in molti modi.

- Se possibile consuma acqua di rubinetto invece di quella minerale. Per bere acqua di rubinetto usa bottiglie di vetro o alluminio che possono essere riusate innumerevoli volte.

- Scegli elettrodomestici o apparecchi che garantiscono una lunga durata di utilizzo e che possono essere riparati in caso di malfunzionamento.

- Compra oggetti di seconda mano e metti in vendita o regala quelli che non utilizzi più ma che sono ancora in buono stato.

- Evita di comprare deodoranti per ambienti: la cosa migliore è ventilare la casa o utilizzare metodi alternativi come piante aromatiche o oli essenziali.









martedì 4 gennaio 2011

COOL TO REUSE - Discariche elettroniche


Per fabbricare un solo personal computer fisso con il suo schermo sono necessari circa 240 kg di combustibile, 22 kg di prodotti chimici e 1,5 tonnellate d'acqua. Di tutta l'elettricità che consuma un PC durante la sua vita l'80% è utilizzata nel processo di fabbricazione e solo il 20% nell'utilizzo vero e proprio del computer.

Data questa premessa è evidente che oltre l'importanza di allungare il periodo di vita di tutti gli apparati elettronici è necessario smaltirli in maniera corretta, poiché i componenti degli apparati elettronici, contenendo molti elementi tossici, provocano un enorme impatto sull'ambiente.

Essendo però il business dello smaltimento di componenti elettronici redditizio le compagnie che si occupano della raccolta, del trasporto e dello stoccaggio tendono a nascondere le informazioni relative a quantità di esportazione, frequenza e destino finale dei materiali.

La crescente produzione di residui pericolosi è attualmente un problema critico per i paesi industrializzati. Per questo i residui sono esportati nei paesi in via di sviluppo. Queste esportazioni aumentano di giorno in giorno approfittando della mancanza di normative di carattere ambientale, dell'assenza di controlli, dell'ignoranza degli amministratori locali circa i rischi potenziali dei materiali importati e soprattutto della necessita di valuta straniera per pagare i debiti che i paesi più poveri hanno contratto nell'arco degli anni.

Esistono normative nelle quali si specifica che i residui tossici devono essere trattati nel proprio stato. La CEE ha approvato a Basilea il 22 marzo del 1989 la convenzione mondiale sul controllo dei movimenti transfrontalizi di residui pericolosi e sulla loro eliminazione. Tale convenzione è entrata in vigore negli stati CEE il 7 febbraio 1994. L'obiettivo della convenzione è quello di ridurre il volume di scambi di residui per proteggere la salute umana e l'ambiente stabilendo un sistema di controllo delle esportazioni ed importazioni di residui pericolosi e della loro eliminazione.

D'altra parte gli Stati Uniti, il maggior produttore e consumatore di apparati elettronici del pianeta, non hanno firmato la convenzione di Basilea né hanno sviluppato un programma di riciclaggio proprio. Circa il 90% dell'immondizia elettronica statunitense viene inviata a zone povere in Africa e Asia, dove più di 100.000 persone giornalmente si giocano la loro salute passando ore nelle discariche di rifiuti elettronici alla ricerca di materiali che possono essere venduti (es. rame). Anche in Europa ci sono associazioni criminali che si fanno pagare per smaltire rifiuti elettronici esportandoli in Africa e Asia facendoli passare per apparati elettronici "di seconda mano" ma che in realtà sono inservibili.

Migliaia di tonnellate di immondizia informatica partono da differenti paesi del pianeta con destinazione le gigantesche discariche asiatiche o africane. Laggiù migliaia di disperati passano la loro vita cercando rame, oro, argento presenti nei circuiti elettronici o chip integri per poterli vendere e guadagnare qualcosa. I materiali tossici però rimangono lì e vengono lentamente assorbiti dal suolo, e conseguentemente contaminano l'acqua, le piante e infine gli uomini.

Il problema si radica nella società consumista nella quale viviamo; qualunque apparato è progettato in modo tale che in pochi anni o ore di utilizzo risulti obsoleto.

Per saperne di più: "Obsolescenza programmata. Comprare, buttare,comprare"


Un'altra possibilità per ridurre i residui è legata alla capacità di riutilizzo degli apparati informatici. A volte un semplice software o sistema operativo open source (es. Linux) possono far si che i nostri computer tengano una vita utile più lunga. Inoltre dal 2005 in Europa le imprese responsabili della produzione della maggior parte dei rifiuti elettrici ed elettronici hanno l'obbligo di gestire l'immondizia che producono: ogni impresa produttrice di articoli di elettronica o informatica deve possedere un sistema proprio di gestione di residui o partecipare ad un sistema collettivo di smaltimento di rifiuti di tipo elettronico.

CIBER-BASURA SENZA FRONTIERE

Il documentario 'Ciberbasura sin fronteras' del programma spagnolo 'En Portada' ha ottenuto il premio "Manos Unidas de Televisión" nella sua XXV edizione. Nel video si spiega in maniera esaustiva come annualmente i paesi sviluppati generano una grandissima quantità di immondizia elettronica che finisce nelle discariche di paesi in via di sviluppo. Per la realizzazione del reportage una équipe televisiva è stata inviata in Ghana dove l'immondizia tradizionale si mescola con nuovi rifiuti sempre più pericolosi ed inquinanti. Ad Agbogbloshie, nella periferia di Accra, la capitale del Ghana, infinite pile di personal computer, vecchie lavatrici e frigoriferi arrugginiti sono accumulati nel mezzo di montagne di rifiuti tradizionali. Piombo, arsenico, cobalto, mercurio, cadmio: un cocktail di sostanze tossiche che viene assorbito dalla terra e che provoca gravi danni alla salute e all'ambiente come la contaminazione dell'acqua, degli alimenti e dell'atmosfera che respiriamo.

L'immondizia elettronica ha iniziato ad arrivare ad Agbogbloshie da una quindicina di anni ed in Ghana tuttora non esistono leggi che regolino l'entrata di questa tipologia di rifiuti. L'Agenzia Europea per l'Ambiente ha calcolato che il volume di immondizia elettronica sta aumentando tre volte più rapidamente di qualunque altro tipo di rifiuti prodotti.

"CIBERBASURA SIN FRONTERAS"

Un altro documentario interessante è "La tragedia electrónica” che parla dello smaltimento di rifiuti informatici di tutto il mondo.

"LA TRAGEDIA ELECTRÓNICA"

Una soluzione a questo problema immenso potrebbe essere un ciclo chiuso dove la produzione di apparati elettrici/elettronici parta dall'utilizzo di materiali già utilizzati in altri apparati. Riciclando i rifiuti elettronici si diminuirebbe il consumo di materie prime e non si contaminerebbe il pianeta. Il libro del chimico Michael Braungart e dell'architetto William McDonough “Cradle to Cradle: Remaking the Way We Make Things" spiega come sia possibile arrivare a questi risultati.

Altri links interessanti:

"LA STORIA DELLE COSE"


In ultima istanza vogliamo sottolineare un'iniziativa realizzata proprio qui a Macerata che consiste nella raccolta di computer usati che la gente vorrebbe buttare, nella loro riparazione e nell'istallazione del sistema operativo open source "LINUX Ubuntu" che permette anche a vecchi PC di avere ottime prestazioni. I PC rimessi a nuovo vengono poi donati a scuole, istituzioni pubbliche o associazioni no profit.