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venerdì 4 dicembre 2015

PLAY TO REUSE! - COOL TO REUSE

Oggi, 4 dicembre 2015, si è svolta l’iniziativa “PLAY TO REUSE: gioco in rete tra i giovani europei” che fa parte delle attività del progetto europeo COOL to REUSE di cui il Comune di Macerata è il capofila, finanziato dal programma YOUTH IN ACTION.

mercoledì 18 novembre 2015

Doppio appuntamento in occasione della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti - COOL TO REUSE

Due iniziative ieri, 26 novembre, a Macerata per la Settimana europea per la riduzione dei rifiuti, a cura del Comune e del Centro educazione ambientale “Parco di Fontescodella”. 

Nella mattinata, presso le case di terra di Borgo Ficana, alla presenza degli assessori comunali Federica Curzi e Mario Iesari, sono stati consegnati all’associazione culturale OZ e al Centro per Famiglie di viale Indipendenza, quattro computer recuperati grazie al progetto Cool to reuse. Il progetto, infatti, prevede la raccolta di PC obsoleti prima che entrino nel ciclo dei rifiuti, rendendoli nuovamente utilizzabili attraverso piccole riparazioni ed installazioni di software liberi ed open-source, per donarli ad associazioni e organismi di interesse pubblico e sociale.

Nella serata, nell’aula didattica del Centro di Educazione Ambientale di Fontescodella, si è svolto l’incontro su “La gestione dei rifiuti a Macerata: risultati e nuove prospettive” che ha visto come relatori l’assessore all’ambiente Mario Iesari, il responsabile dell’ufficio Ambiente del Comune di Macerata Giovanni Romagnoli e Luca Romagnoli della Cosmari. Presentate le stime dei dati sulla raccolta differenziata a Macerata che per il 2015 dovrebbe superare il 70%. L'incontro si è concluso con una presentazione dei progetti di buone pratiche per la riduzione dei rifiuti promosse dal COSMARI nel territorio provinciale.

LE FOTO DEGLI EVENTI:   GALLERY 1   GALLERY 2

IL PROGRAMMA:


- ore 11.00 Borgo Ficana (Borgo S. Croce)
Progetto COOL to REUSE: i risultati del Trashware

- ore 21.00 aula didattica CEA Parco di Fontescodella
(Via Mugnoz 5/A all'interno del Parco urbano di Fontescodella)
La gestione dei rifiuti a Macerata: risultati e nuove prospettive

interverranno:
Mario Iesari (assessore ambiente Comune di Macerata)
Luca Romagnoli (responsabile comunicazione COSMARI)
Giovanni Romagnoli (ufficio ambiente Comune di Macerata)




venerdì 3 aprile 2015

INNATURALI Concorso per giovani artisti - COOL TO REUSE


L’Associazione AlterEco nell'ambito del progetto COOL TO REUSE, indice un concorso artistico volto all'allestimento di un’esposizione semi permanente da realizzarsi presso il parco situato in «Piazzale Vittime del Terrorismo», a Macerata a partire da giugno 2015.

Innaturali” ha come obiettivo primario quello di stimolare il re-impiego ed il riutilizzo in maniera creativa dei beni usati e delle materie prime, prolungandone il ciclo di vita oltre le necessità del primo utilizzatore, in modo da sviluppare e promuovere tra i giovani coinvolti nel progetto strumenti di comunicazione innovativi ed efficaci nel contrastare e superare l’attuale paradigma culturale dell’usa e getta.

Il progetto COOL TO REUSE è finanziato nell'ambito del programma Youth in Action, Azione 4.6, codice Progetto 550331-YFE1-1-2013-1-IT-YOUTH-Y46 CUP|19D1400030008


All'artista vincitore verrà assegnato un
premio in denaro di 1.000 euro.

La partecipazione è gratuita e aperta a tutti i giovani artisti di età compresa tra i 18 e i 30 anni compiuti.

Il termine per la presentazione delle domande
è stato posticipato a venerdì 24 aprile 2015

E’ prevista l’organizzazione di una serata inaugurale dell’evento (giugno 2015) all'interno del quale verrà decretata l’opera vincitrice.

Iscriviti al gruppo Facebook di INNATURALI

LEGGI IL BANDO DI CONCORSO QUI SOTTO OPPURE SCARICALO E POI COMPILA LA DOMANDA DI PARTECIPAZIONE:  ALLEGATO 1     ALLEGATO 2




Scarica l'ALLEGATO con le foto del Parco Corneto per vedere la location del concorso

Iscriviti al gruppo Facebook di INNATURALI



venerdì 30 gennaio 2015

La rete aiuta il riuso - COOL TO REUSE

Un fattore fondamentale per contrastare lo spreco, in qualsiasi settore merceologico, è lo scambio di informazioni. La rete internet in questo campo può fare tanto mettendo in relazione le persone e ampliando le conoscenze dei singoli cittadini.

Per questo motivo molti progetti nel campo del riuso trovano in internet il fulcro della loro attività. Come questo sito creato da una rete di soggetti privati ed enti pubblici della regione Marche e finanziato con un progetto del CSV .

Il progetto ha l’obiettivo di recuperare prodotti di prima necessità per il sostegno delle persone in difficoltà. In particolare si prefigge di recuperare alimenti e beni che pur essendo ancora utilizzabili vengono tolti dal commercio per motivi estetici o gestionali, così da attuare anche una buona pratica ambientale volta alla riduzione degli sprechi e della produzione di rifiuti.

Questo è soltanto un esempio di come il web si stia rivelando un prezioso alleato per combattere qualsiasi tipo di spreco e favorire il riuso.

Fatevi un giro su NonSpreco


venerdì 12 dicembre 2014

Il tappeto non ci basta più - COOL TO REUSE

Noi occidentali siamo bravissimi a nascondere la nostra immondizia sotto al tappeto.
E quando il tappeto è pieno siamo altrettanto bravi a portarla a casa del nostro vicino.
In questo modo ci sembra di aver risolto il problema, ma non è così. Perché i nostri vicini sono più vicini di quanto pensiamo...

L'unica soluzione è:
PRODURRE DI MENO!
RIUSARE DI PIU'!





GUARDA IL VIDEO DI ALEX GOROSH


Leggi l'articolo completo su WIRED

Rimetti in circolo i tuoi vecchi apparecchi elettronici...
Come? Ecco due buoni esempi:

Macerata Trashware

Gizmogul











venerdì 28 novembre 2014

COOL TO REUSE - Produttori di energia elettrica dal basso




Continuiamo la serie di articoli sul terreno ancora poco esplorato del connubio tra riciclo e tecnologia. Una opzione come quella proposta dall'articolo di oggi è possibile soltanto se la legislazione e il settore distributivo sono già predisposti, come in Olanda, però quello che non è possibile oggi in Italia magari sarà realtà tra qualche anno...

martedì 4 gennaio 2011

COOL TO REUSE - Discariche elettroniche


Per fabbricare un solo personal computer fisso con il suo schermo sono necessari circa 240 kg di combustibile, 22 kg di prodotti chimici e 1,5 tonnellate d'acqua. Di tutta l'elettricità che consuma un PC durante la sua vita l'80% è utilizzata nel processo di fabbricazione e solo il 20% nell'utilizzo vero e proprio del computer.

Data questa premessa è evidente che oltre l'importanza di allungare il periodo di vita di tutti gli apparati elettronici è necessario smaltirli in maniera corretta, poiché i componenti degli apparati elettronici, contenendo molti elementi tossici, provocano un enorme impatto sull'ambiente.

Essendo però il business dello smaltimento di componenti elettronici redditizio le compagnie che si occupano della raccolta, del trasporto e dello stoccaggio tendono a nascondere le informazioni relative a quantità di esportazione, frequenza e destino finale dei materiali.

La crescente produzione di residui pericolosi è attualmente un problema critico per i paesi industrializzati. Per questo i residui sono esportati nei paesi in via di sviluppo. Queste esportazioni aumentano di giorno in giorno approfittando della mancanza di normative di carattere ambientale, dell'assenza di controlli, dell'ignoranza degli amministratori locali circa i rischi potenziali dei materiali importati e soprattutto della necessita di valuta straniera per pagare i debiti che i paesi più poveri hanno contratto nell'arco degli anni.

Esistono normative nelle quali si specifica che i residui tossici devono essere trattati nel proprio stato. La CEE ha approvato a Basilea il 22 marzo del 1989 la convenzione mondiale sul controllo dei movimenti transfrontalizi di residui pericolosi e sulla loro eliminazione. Tale convenzione è entrata in vigore negli stati CEE il 7 febbraio 1994. L'obiettivo della convenzione è quello di ridurre il volume di scambi di residui per proteggere la salute umana e l'ambiente stabilendo un sistema di controllo delle esportazioni ed importazioni di residui pericolosi e della loro eliminazione.

D'altra parte gli Stati Uniti, il maggior produttore e consumatore di apparati elettronici del pianeta, non hanno firmato la convenzione di Basilea né hanno sviluppato un programma di riciclaggio proprio. Circa il 90% dell'immondizia elettronica statunitense viene inviata a zone povere in Africa e Asia, dove più di 100.000 persone giornalmente si giocano la loro salute passando ore nelle discariche di rifiuti elettronici alla ricerca di materiali che possono essere venduti (es. rame). Anche in Europa ci sono associazioni criminali che si fanno pagare per smaltire rifiuti elettronici esportandoli in Africa e Asia facendoli passare per apparati elettronici "di seconda mano" ma che in realtà sono inservibili.

Migliaia di tonnellate di immondizia informatica partono da differenti paesi del pianeta con destinazione le gigantesche discariche asiatiche o africane. Laggiù migliaia di disperati passano la loro vita cercando rame, oro, argento presenti nei circuiti elettronici o chip integri per poterli vendere e guadagnare qualcosa. I materiali tossici però rimangono lì e vengono lentamente assorbiti dal suolo, e conseguentemente contaminano l'acqua, le piante e infine gli uomini.

Il problema si radica nella società consumista nella quale viviamo; qualunque apparato è progettato in modo tale che in pochi anni o ore di utilizzo risulti obsoleto.

Per saperne di più: "Obsolescenza programmata. Comprare, buttare,comprare"


Un'altra possibilità per ridurre i residui è legata alla capacità di riutilizzo degli apparati informatici. A volte un semplice software o sistema operativo open source (es. Linux) possono far si che i nostri computer tengano una vita utile più lunga. Inoltre dal 2005 in Europa le imprese responsabili della produzione della maggior parte dei rifiuti elettrici ed elettronici hanno l'obbligo di gestire l'immondizia che producono: ogni impresa produttrice di articoli di elettronica o informatica deve possedere un sistema proprio di gestione di residui o partecipare ad un sistema collettivo di smaltimento di rifiuti di tipo elettronico.

CIBER-BASURA SENZA FRONTIERE

Il documentario 'Ciberbasura sin fronteras' del programma spagnolo 'En Portada' ha ottenuto il premio "Manos Unidas de Televisión" nella sua XXV edizione. Nel video si spiega in maniera esaustiva come annualmente i paesi sviluppati generano una grandissima quantità di immondizia elettronica che finisce nelle discariche di paesi in via di sviluppo. Per la realizzazione del reportage una équipe televisiva è stata inviata in Ghana dove l'immondizia tradizionale si mescola con nuovi rifiuti sempre più pericolosi ed inquinanti. Ad Agbogbloshie, nella periferia di Accra, la capitale del Ghana, infinite pile di personal computer, vecchie lavatrici e frigoriferi arrugginiti sono accumulati nel mezzo di montagne di rifiuti tradizionali. Piombo, arsenico, cobalto, mercurio, cadmio: un cocktail di sostanze tossiche che viene assorbito dalla terra e che provoca gravi danni alla salute e all'ambiente come la contaminazione dell'acqua, degli alimenti e dell'atmosfera che respiriamo.

L'immondizia elettronica ha iniziato ad arrivare ad Agbogbloshie da una quindicina di anni ed in Ghana tuttora non esistono leggi che regolino l'entrata di questa tipologia di rifiuti. L'Agenzia Europea per l'Ambiente ha calcolato che il volume di immondizia elettronica sta aumentando tre volte più rapidamente di qualunque altro tipo di rifiuti prodotti.

"CIBERBASURA SIN FRONTERAS"

Un altro documentario interessante è "La tragedia electrónica” che parla dello smaltimento di rifiuti informatici di tutto il mondo.

"LA TRAGEDIA ELECTRÓNICA"

Una soluzione a questo problema immenso potrebbe essere un ciclo chiuso dove la produzione di apparati elettrici/elettronici parta dall'utilizzo di materiali già utilizzati in altri apparati. Riciclando i rifiuti elettronici si diminuirebbe il consumo di materie prime e non si contaminerebbe il pianeta. Il libro del chimico Michael Braungart e dell'architetto William McDonough “Cradle to Cradle: Remaking the Way We Make Things" spiega come sia possibile arrivare a questi risultati.

Altri links interessanti:

"LA STORIA DELLE COSE"


In ultima istanza vogliamo sottolineare un'iniziativa realizzata proprio qui a Macerata che consiste nella raccolta di computer usati che la gente vorrebbe buttare, nella loro riparazione e nell'istallazione del sistema operativo open source "LINUX Ubuntu" che permette anche a vecchi PC di avere ottime prestazioni. I PC rimessi a nuovo vengono poi donati a scuole, istituzioni pubbliche o associazioni no profit.