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martedì 19 settembre 2017

Presentazione del libro Le città nascoste



Il 5 ottobre ci sarà la prima attività organizzata da Alter Eco nell'ambito del progetto GIGA: la presentazione del libro Le città nascoste di Paolo Merlini e Maurizio Silvestri.

lunedì 21 dicembre 2015

Map the Reuse - COOL TO REUSE

Map the Reuse
Al via le proiezioni sul tema della sensibilizzazione al riuso a Macerata.

Si è tenuta domenica 20 dicembre, la prima proiezione volta alla sensibilizzazione del riuso legata al progetto COOL to REUSE.

mercoledì 24 giugno 2015

ORTO INSIEME al SASSO D'ITALIA!

Lunedì 29 giugno 2015

ORTO INSIEME al SASSO D'ITALIA!

ore 18.00
Inaugurazione dell'orto biologico condiviso realizzato dal Comune di Macerata con le associazioni Alter Eco, Gruca onlus e I Nuovi Amici


ore 18.30
Merenda offerta ai presenti

Con “Orto Insieme” ambiente ed inclusione sociale si incontrano in un progetto di orto biologico condiviso realizzato dal Comune di Macerata con le associazioni Alter Eco, GruCA onlus e I Nuovi Amici, grazie al finanziamento del bando "Gli orti di ortincontro". A conclusione verrà offerta una merenda a tutti i presenti.

L’orto è stato realizzato su terreno comunale adiacente al parco del Sasso d’Italia con l’intento di promuovere da un lato l’adozione di stili di vita sostenibili, basati sulla produzione su piccola scala di ortaggi di stagione, il consumo di prodotti locali e dall’altro valorizzare l’utilità sociale dell’attività agricola, fornendo la possibilità a soggetti svantaggiati di effettuare un’esperienza di lavoro e condivisione che ne favorisca la socializzazione e la comunicazione con la cittadinanza. 

Il Comune di Macerata, promotore del progetto, ha messo a disposizione la terra e il suo Ufficio Ambiente per le attività di allestimento dell’orto. L’associazione GruCA Onlus, attraverso i volontari del Servizio di Volontariato Europeo,  sarà la responsabile della gestione quotidiana dell’orto, mentre l’associazione I Nuovi Amici coinvolgerà i ragazzi diversamente abili nelle operazioni settimanali di gestione dell’orto valorizzandone le diversità e le rispettive potenzialità che spesso i normali percorsi educativi e sociali lasciano inespresse. Infine l’associazione Alter Eco realizzerà un video documentario con i momenti salienti relativi alla vita dell’orto che sarà utilizzato per la disseminazione dei risultati del progetto.

I prodotti dell’orto verranno offerti alla cittadinanza, cucinati o freschi, nel corso di specifiche feste della raccolta che verranno organizzate periodicamente dalle tre associazioni coinvolte. In questo modo il pubblico avrà l’occasione di toccare con mano i risultati delle buone pratiche agricole e della promozione della filiera corta.



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Progetto realizzato nell'ambito del bando "Gli orti di ortincontro" promosso dalla Regione Marche

lunedì 4 maggio 2015

"INNATURALI" - Giovani artisti in concorso


Mercoledì 6 maggio - ore 18.00

Galleria MIRIONIMA Piazza della Libertà, Macerata


INAUGURAZIONE di
"INNATURALI" - Giovani artisti in concorso

L'Associazione Alter Eco e il Comune di Macerata nell'ambito del progetto COOL TO REUSE, hanno indetto un concorso artistico destinato a giovani di età compresa fra 18 e 30 anni volto all'allestimento di un'esposizione semi permanente da realizzarsi presso il parco situato in Piazzale Vittime del Terrorismo a Macerata a partire da giugno 2015.

SCEGLI ANCHE TU LE OPERE VINCITRICI!

A partire da mercoledì 6 a sabato 9 maggio dalle 18.00 alle 22.00 presso la galleria Mirionima in Piazza della Libertà sarà possibile visionare i bozzetti delle opere partecipanti e votare quello preferito. Il giudizio popolare contribuirà all'individuazione dei vincitori.












venerdì 3 aprile 2015

INNATURALI Concorso per giovani artisti - COOL TO REUSE


L’Associazione AlterEco nell'ambito del progetto COOL TO REUSE, indice un concorso artistico volto all'allestimento di un’esposizione semi permanente da realizzarsi presso il parco situato in «Piazzale Vittime del Terrorismo», a Macerata a partire da giugno 2015.

Innaturali” ha come obiettivo primario quello di stimolare il re-impiego ed il riutilizzo in maniera creativa dei beni usati e delle materie prime, prolungandone il ciclo di vita oltre le necessità del primo utilizzatore, in modo da sviluppare e promuovere tra i giovani coinvolti nel progetto strumenti di comunicazione innovativi ed efficaci nel contrastare e superare l’attuale paradigma culturale dell’usa e getta.

Il progetto COOL TO REUSE è finanziato nell'ambito del programma Youth in Action, Azione 4.6, codice Progetto 550331-YFE1-1-2013-1-IT-YOUTH-Y46 CUP|19D1400030008


All'artista vincitore verrà assegnato un
premio in denaro di 1.000 euro.

La partecipazione è gratuita e aperta a tutti i giovani artisti di età compresa tra i 18 e i 30 anni compiuti.

Il termine per la presentazione delle domande
è stato posticipato a venerdì 24 aprile 2015

E’ prevista l’organizzazione di una serata inaugurale dell’evento (giugno 2015) all'interno del quale verrà decretata l’opera vincitrice.

Iscriviti al gruppo Facebook di INNATURALI

LEGGI IL BANDO DI CONCORSO QUI SOTTO OPPURE SCARICALO E POI COMPILA LA DOMANDA DI PARTECIPAZIONE:  ALLEGATO 1     ALLEGATO 2




Scarica l'ALLEGATO con le foto del Parco Corneto per vedere la location del concorso

Iscriviti al gruppo Facebook di INNATURALI



mercoledì 18 marzo 2015

CONTAMINACIÓN SOBRE RUEDAS, COOL TO REUSE


Los coches no solo contaminan durante su circulacióntambién en su fabricación y su posterior abandono. Una de las piezas que mas se usa y se cambian son los neumáticosestán hechos de casi 200 componentes, según el rendimiento que se le quiera dar, normalmente son fabricadas con: caucho, negro de carbono, acero, textil, óxido de cinc, azufre y otros materiales como cobre, cadmio y plomo.

Los neumáticos son uno de los mayores problemas medioambientales, por su fabricación y su posterior abandono. Una de las practicas para desaceres de los neumáticos es su quema, los gases y humos que expulsa la quema son perjudiciales para la salud por sus componentes de monóxido de carbono, óxidos de nitrógeno, dióxido de carbono, óxidos de zinc, benceno, fenoles, óxidos de plomo o tolueno.

Algunas empresas pueden trasformar esta quema de neumáticos en energía calorífica, sustituyendo a otros combustibles. Centros mas especializados pueden llegar a reciclar el neumático con distintas técnicas:

-TERMÓLISIS: se someten a un calentamiento en un medio en el que no existe oxígeno. Las altas temperaturas y la ausencia de oxígeno tienen el efecto de destruir los enlaces químicos.

- PIROLISIS: Aun está poco extendido, debido a problemas de separación de compuestos carbonados que ya están siendo superados. 


- INCINERACIÓN: Proceso por el que se produce la combustión de los materiales orgánicos del neumático a altas temperaturas en hornos con materiales refractarios de alta calidad es contaminante. Genera calor que puede ser usado como energía.

- TRITURACIÓN CRIOGENICA: necesita unas instalaciones muy complejas y maquinaria especializada para purificar y separar los materiales.

- TRITURACIÓN MECÁNICA: los productos resultantes son de alta calidad, limpios de impurezas, lo que facilita la utilización en nuevos procesos y aplicaciones.

- NEUMÁTICOS CONVERTIDOS EN ENERGÍA ELÉCTRICA: los neumáticos se queman, el calor liberado provoca que el agua existente en la caldera se convierta en vapor de alta temperatura y alta presión que se conduce hasta una turbina. Al expandirse mueve la turbina y el generador acoplado a ella produce la electricidad.

Hace cuatro años en Europa, salio una ley para la regulación de dicho material, prohibiendo el abandono en el campo o vertederos. Algunos países regulan el abandono y almacenamiento de los neumáticos para su posterior reciclaje, en Estados unidos, en el año 2003, 290 millones de llantas fueron desechadas, solo 45 millones fueron reutilizadas para hacer nuevas llantas. España procesa 314.000 toneladas de neumáticos, un 10% más que la media de la Unión Europea.

Tras el tratamiento de los residuos, puede ser usado como parte de las capas asfálticas para la construcción de carreteras, en alfombras, aislantes de vehículos o losetas de goma, la fabricación de tejados, pasos a nivel, cubiertas, masillas, aislantes de vibración.
Las utilidades son infinitas y crecen cada día, como en cables de freno, compuestos de goma, suelas de zapato, bandas de retención de trafico, compuestos para navegación o modificaciones del betún.


martedì 24 febbraio 2015

Il terzo incontro nelle scuole - TU COME STAI

Lunedì 23 Febbraio si è svolto, presso l’Auditorium dell’IIS “Matteo Ricci” di Macerata, il terzo incontro con gli studenti nell’ambito del progetto TU COME STAI - Indagine sul benessere e sul disagio biopsicosociale dei giovani maceratesi.

martedì 3 febbraio 2015

Primo incontro con gli studenti delle scuole superiori di Macerata - TU COME STAI

Venerdì 30 Gennaio si è svolto il primo incontro con gli studenti delle scuole medie superiori realizzato nell'ambito del progetto TU COME STAI (indagine sul benessere e sul disagio biopsicosociale dei giovani maceratesi).

venerdì 30 gennaio 2015

La rete aiuta il riuso - COOL TO REUSE

Un fattore fondamentale per contrastare lo spreco, in qualsiasi settore merceologico, è lo scambio di informazioni. La rete internet in questo campo può fare tanto mettendo in relazione le persone e ampliando le conoscenze dei singoli cittadini.

Per questo motivo molti progetti nel campo del riuso trovano in internet il fulcro della loro attività. Come questo sito creato da una rete di soggetti privati ed enti pubblici della regione Marche e finanziato con un progetto del CSV .

Il progetto ha l’obiettivo di recuperare prodotti di prima necessità per il sostegno delle persone in difficoltà. In particolare si prefigge di recuperare alimenti e beni che pur essendo ancora utilizzabili vengono tolti dal commercio per motivi estetici o gestionali, così da attuare anche una buona pratica ambientale volta alla riduzione degli sprechi e della produzione di rifiuti.

Questo è soltanto un esempio di come il web si stia rivelando un prezioso alleato per combattere qualsiasi tipo di spreco e favorire il riuso.

Fatevi un giro su NonSpreco


venerdì 23 gennaio 2015

Una APP per non sprecare il cibo - COOL TO REUSE

Ritorniamo sul tema dello spreco alimentare perché ci sta molto a cuore. Nel mondo ogni anno si perde in varie forme un terzo di tutto il cibo prodotto. In Italia tutti gli anni 146 chilogrammi per ogni persona vengono buttati. E la maggiore fonte di spreco siamo noi... Il progetto S-CAMBIACIBO cerca di limitare il fenomeno. Tramite una app per cellulare vuole mettere in connessione chi ha del cibo che sa di non consumare e chi vorrebbe farlo. Il progetto cerca di rimettere in circolo una parte del cibo che andrebbe perso creando al tempo stesso nuovi spazi di socialità. In questi giorni è partita una campagna di crowdfunding per raccogliere fondi per lo sviluppo dell'app.



Ecco le prime righe di presentazione del progetto S-cambiacibo:

Non si tratta di un baratto, ma della cessione di eccedenze alimentari (senza intermediazione di denaro) in cambio di vantaggi economici, ambientali e sociali.
Infatti, scambiare alimenti ancora consumabili, senza comprarne di nuovi, fa risparmiare euro e ridurre i rifiuti, le emissioni di CO2, il consumo di acqua e il degrado del suolo; inoltre, condividere il cibo in eccesso rafforza le relazioni sociali e fare nuove conoscenze, si sa, è sempre piacevole.
Quando ci guadagnamo tutti, si parla di modello “win win”, ogni parte ha il proprio ruolo e il proprio premio. Tutti sono veicolo di reputazione, fiducia e appartenenza.
S-Cambia Cibo sarà qualcosa di più: un servizio di rendicontazione ambientale e urbana per una reale previsione degli sviluppi dell’ambiente in cui viviamo e in cui avvengono gli scambi e le interazioni.



Il sito di S-cambiacibo
La campagna di crowdfunding











venerdì 16 gennaio 2015

Capsule del caffè. Come riciclarle correttamente e renderle un po' più sostenibili

Un'altra piccola fonte di inquinamento, che però piano piano sta diventando insostenibile. Ma perché non consideriamo l'idea di tornare alla vecchia caffettiera?
Scritto Da Marta Albè [Articolo originale: www.greenme.it]


La capsule del caffè sono sostenibili e riciclabili? Non è proprio così, almeno per quanto riguarda gran parte dei prodotti disponibili sul mercato. L'acquisto di capsule di caffè è ormai un'abitudine molto diffusa, tanto che molti italiani non riuscirebbero a farne a meno, dopo aver detto addio alla vecchia caffettiera. Potere del marketing e della comodità. I promotori del caffè in capsule non hanno però tenuto conto della loro insostenibilità.


Lo ha messo in luce Report, nella puntata di ieri, lunedì 7 aprile. Un'inchiesta della trasmissione ha svelato la scarsa qualità della bevanda più amata dagli italiani, per concludere con un'analisi delle capsule di caffè che sono ormai parte, per molti, di un vero e proprio rito quotidiano. Se, da una parte, i baristi preparerebbero il caffè con modalità errate, "con acqua sporca piena di residui cotti centinaia di volte", dall'altra le capsule contribuiscono ad inquinare l'ambiente con plastica e alluminio e rischiano di rivelarsi dannose per la salute.
Il problema del riciclaggio delle capsule di caffè si è presentato persino a Capannori, in provincia di Lucca, Comune che si distingue in Italia per l'operazione Rifiuti Zero e per le buone pratiche nella gestione della raccolta differenziata. A Capannori si ricicla quasi tutto e soltanto il 18% dei rifiuti finisce nell'indifferenziato. Aprendo i sacchetti dell'indifferenziato si è scoperto che più della metà del contenuto era rappresentato da capsule. A livello nazionale si parla di enormi quantità di plastica e di alluminio da smaltire ogni giorno.
Come riciclare le capsule di caffè

Le capsule del caffè, sottratte dalla spazzatura, si trasformano in materiali di partenza utili per il riciclo creativo, ma non tutti si dedicano a simili attività. E' importantissimo ricordare che le capsule del caffè non sono considerate ancora imballaggi, dunque non sono da conferire nella raccolta differenziata. Vanno dunque gettate tra i rifiuti indifferenziati. Le loro destinazioni? Discariche e inceneritori.
Come fare per smaltire le capsule di caffè? Quali sono i rischi per la salute?
Capsule in alluminio

Per quanto riguarda le capsule in alluminio, una soluzione esiste già. Nespresso, ad esempio, ha avviato una collaborazione con il Cial per il loro smaltimento. Si tratta di un sistema capillare di tutela ambientale che è in grado di garantire il recupero delle risorse. L'alluminio delle capsule è riciclabile al 100%. Cial invia il caffè residuo rimasto nelle capsule di alluminio al compostaggio per le coltivazioni di riso, destinato da Nespresso alla Onlus Banco Alimentare. Attualmente il progetto Ecolaboration per il riciclo delle capsule in alluminio Nespresso riguarda 30 boutique in Italia, a cui corrispondono altrettanti punti di raccolta.
E per quanto concerne la sicurezza? Secondo il professor Matteo Russo, il contatto dell'acqua ad alta temperatura con l'alluminio potrebbe liberare piccolissime particelle di questo materiale. Nespresso però garantisce che nelle capsule esiste una membrana protettiva trasparente che protegge il caffè dal contatto con l'alluminio. Il rilascio di alluminio sarebbe comunque minimo.
Capsule in plastica

Le capsule in plastica - Report fa riferimento a Lavazza - sarebbero le più disastrose. Lavazza produce più di 2 miliardi di capsule all'anno e tutte finiscono tra i rifiuti indifferenziati. Secondo Lavazza, la plastica è un componente che serve per garantire la qualità e la conservabilità del caffè.
Le capsule di plastica rilasciano sostanze tossiche? Dall'inchiesta di Report emerge che dalle capsule di plastica sottoposte ad alte temperature può avvenire un rilascio di sostanze come gli ftalati, che sono cancerogeni. La plastica delle capsule rilascerebbe anche furano - una sostanza inquinante considerata tossica e cancerogena - ma Lavazza si dichiara pronta a garantire la completa sicurezza dei propri prodotti. Infine, secondo quanto comunicato dal Ministero della Sanità, chi fabbrica caffè in cialde o in capsule è responsabile della sicurezza per quanto riguarda i limiti di migrazione.
Le soluzioni?
Cosa possiamo fare noi?

Se non riusciamo proprio a rinunciare al caffè in capsule - che, dopotutto, rappresenta un piccolo lusso visto soprattutto il costo - e a ritornare alla cara vecchia caffettiera o macchine espresso con caffè sfuso, per quanto riguarda lo smaltimento delle capsule in alluminio, possiamo conservarle e consegnarle presso i negozi e i punti di raccolta che collaborano con il Cial. Non diventa un grande sforzo visto che molto spesso ci si reca lì comunque per acquistarne di nuove. L'unica accortezza è quella di eliminare i residui di caffè - da gettare nell'umido - lavarle bene e metterle da parte.
Se siamo particolarmente fantasiosi e bravi con i lavori manuali, una soluzione parziale è rappresentata dal riciclo creativo. Le capsule in alluminio si prestano infatti a trasformarsi in bijoux, come anelli e ciondoli per orecchini e collane, e decorazioni per borse, sandali e cinture. 
Cosa possono fare le aziende?

Le aziende che producono caffè in capsule possono stringere degli accordi con i consorzi che si occupano del ritiro e dell'avvio al riciclo di materiali come l'alluminio e la plastica, in modo da facilitarne lo smaltimento. Inoltre, data la possibilità di utilizzare capsule biodegradabili, i produttori potrebbero propsettare un passaggio a capsule per il caffè più semplici da smaltire per il prossimo futuro.

Capsule biodegradabili
Lavazza sarebbe alla ricerca di un modo per fare in modo che le cialde vengano smaltito come qualunque umido che abbiamo nelle nostre case. In realtà la soluzione esiste già. Si tratta delle capsule biodegradabili realizzate da Novamont, disponibili sin dal 2013. Le capsule e le cialde biodegradabili permettono di gettare sia l'involucro che i residui di caffè direttamente nell'umido. Le capsule biodegradabili di Novamont sono in Mater-Bi, una bioplastica di derivazione vegetale che permette di ridurre il ricorso a materie prime non rinnovabili per la loro produzione.

venerdì 12 dicembre 2014

Il tappeto non ci basta più - COOL TO REUSE

Noi occidentali siamo bravissimi a nascondere la nostra immondizia sotto al tappeto.
E quando il tappeto è pieno siamo altrettanto bravi a portarla a casa del nostro vicino.
In questo modo ci sembra di aver risolto il problema, ma non è così. Perché i nostri vicini sono più vicini di quanto pensiamo...

L'unica soluzione è:
PRODURRE DI MENO!
RIUSARE DI PIU'!





GUARDA IL VIDEO DI ALEX GOROSH


Leggi l'articolo completo su WIRED

Rimetti in circolo i tuoi vecchi apparecchi elettronici...
Come? Ecco due buoni esempi:

Macerata Trashware

Gizmogul











venerdì 28 novembre 2014

COOL TO REUSE - Produttori di energia elettrica dal basso




Continuiamo la serie di articoli sul terreno ancora poco esplorato del connubio tra riciclo e tecnologia. Una opzione come quella proposta dall'articolo di oggi è possibile soltanto se la legislazione e il settore distributivo sono già predisposti, come in Olanda, però quello che non è possibile oggi in Italia magari sarà realtà tra qualche anno...

venerdì 14 novembre 2014

Riciclare il calore si può - COOL TO REUSE

Può sembrare un idea di riciclo un po' strana e forse poco utile quella di cui vi parliamo questa volta ma se considerate che il consumo energetico mondiale dei mega data-center delle grandi aziende che ci forniscono i servizi internet (Google e Facebook in testa) si aggira a circa l'uno per cento del consumo totale di energia elettrica forse questa idea non è così ininfluente sul risparmio energetico.

Anche un semplice computer emette un vero e proprio getto di calore, provate ad immaginare la quantità che viene invece prodotta dai server connessi ventiquattrore su ventiquattro in tutto il mondo. E se si potesse recuperare tale calore per riutilizzarlo? L'idea è del prof. Paul Benoit, che ha messo a punto un sistema di riscaldamento che fornisce riscaldamento gratuito ed efficiente per le case e le attività commerciali.

Benoit ha ideato un radiatore elettrico chiamato Q.Rad, collegato a processori ad alte prestazioni. Questi ultimi sono equiparabili a dei PC senza schermo, connessi a internet tramite fibra ottica.

L'idea era quella di sostituire le resistenze del riscaldamento autonomo con i processori per computer, connessi a Internet, in grado di generare calore senza produrre alcun rumore. E senza costi aggiuntivi.

Per gli utenti, il principio è molto semplice: un termostato, regolabile anche a distanza tramite smartphone, consente di selezionare la temperatura desiderata prelevando il calore desiderato. Una stanza più riscaldata richiede più capacità di calcolo dei processori. Ed è ciò su cui si è basato Benoit.

Questi radiatori digitali sono stati progettati per lavorare sfruttando i data center, dove delle macchine enormi processano dati, permettendoci, più o meno consapevolmente, di aprire tante finestre su Internet contemporaneamente, o inviare un tweet. Tutto ciò richiede ogni volta l'utilizzo di calcoli informatici molto complessi. Proprio per questo i data center emettono una grande quantità di calore. Solo per fare un esempio: i “calcoli” necessari per la realizzazione di un film in 3D possono riscaldare diverse migliaia di persone per un anno.

Leggi tutto su GREENME




A questo proposito in un altro articolo leggiamo che un comunissimo iPhone, utilizzato "nella media", in un anno consuma più del frigo di casa. Oggi quasi tutti (nei paesi occidentali) posseggono uno smartphone dal quale non si separerebbero mai, e anche nei paesi poveri e in via di sviluppo questo strumento si sta rivelando utilissimo per migliorare la qualità della vita delle persone. Tutto ciò non fa presagire certo ad una diminuzione dei consumi globali di elettricità, ma sistemi tecnologici come quello proposto sopra almeno ridurrebbero considerevolmente gli sprechi energetici legati a questa tecnologia. Se poi tutte le aziende che operano nel settore spostassero i loro consumi energetici verso fonti rinnovabili questo sarebbe un passo avanti per combattere il riscaldamento del pianeta.




lunedì 10 novembre 2014

Tu come stai - Presentazione dell'indagine conoscitiva



Si è appena conclusa l'indagine conoscitiva sul benessere e sul disagio dei giovani realizzata all'interno del progetto TU COME STAI.

Venerdì 14 novembre alle ore 16.00 si svolgerà la presentazione dei risultati dell'indagine presso la Sala Consiliare del Comune di Macerata.

Interverranno:

Stefania Monteverde (Assessore alla scuola e formazione del Comune di Macerata),
Leonardo Lippi (Assessore della Provincia di Macerata con delega alle Politiche Sociali, dei Giovani e dell'Immigrazione),
Claudia Santoni (Sociologa, presidente dell'osservatorio di Genere)

Le informazioni raccolte attraverso l'indagine “Tu come stai” permettono di tracciare alcune significative riflessioni su come si stia configurando la popolazione giovanile maceratese, in particolare rispetto a tre rilevanti ambiti di analisi: il contesto familiare, le tappe identitarie e la sfera delle abitudini. Il campione dell'indagine è composto da 2029 studenti delle scuole secondarie superiori del Comune di Macerata. Un collettivo ampio di ragazzi e di ragazze tra i 14 e i 20 anni, capace di rappresentare in modo significativo le tendenze e i comportamenti dell'universo giovanile maceratese.


Il progetto “Tu come stai” si propone di:

• promuovere la conoscenza e la consapevolezza, stimolare il dibattito intorno al disagio giovanile e alle sue cause;
• promuovere tra la popolazione giovanile la conoscenza dei meccanismi di uscita dalla situazione di disagio;
• favorire l'adozione di modelli di comportamento equi e salutari, di scelte libere e informate, nel pieno rispetto di sé e degli altri;
• promuovere la partecipazione attiva dei giovani alla vita pubblica e locale;
• promuovere la cittadinanza attiva dei giovani;
• promuovere la cittadinanza europea con particolare riferimento ai diritti correlati e ai principi (diritto all'integrità della persona, non discriminazione, diversità culturale, religiose e linguistica, parità tra uomini e donne...);
• promuovere modelli di comportamento orientati alla tolleranza e al rispetto delle diversità culturali, religiose e linguistiche.


Le FOTO della presentazione

Leggi l'indagine


Scarica il PDF dell'indagine TU COME STAI







Il progetto è stato realizzato dall’Associazione Alter Eco in collaborazione con Comune di Macerata, Provincia di Macerata, Osservatorio di Genere, Risorse Cooperativa, Gruca Onlus e finanziato nell’ambito del Programma Comunitario “Gioventù in azione- Misura 1.2 2013”.
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Contatti: www.associazionealtereco.eu - ass.altereco@gmail.com











venerdì 20 giugno 2014

COOL TO REUSE - Riciclo Creativo

Il traguardo consiste nell'azzerare il conferimento in discarica. Attendendo che anche l'industria e il grande commercio facciano la loro parte per il raggiungimento dell'obiettivo Rifiuti Zero noi possiamo fare moltissimo per ridurre drasticamente i rifiuti gettati in discarica, anche grazie al riciclo creativo.


Dal sito greenme un articolo con degli ottimi spunti per riusare tantissimi oggetti di uso comune e per sviluppare la creatività...



Marta Albè per greenme.it

Il riciclo creativo permette di dare nuova vita agli oggetti di uso comune e ai materiali inutilizzati. Grazie al riciclo creativo possiamo ridurre la quantità dei rifiuti destinati alle discariche e realizzare nuovi oggetti a costo zero, per noi o da regalare. Abbiamo raccolto per voi le 100 migliori idee che vi abbiamo presentato nel corso del 2013.
Così è nata una classifica da scorrere fino alla fine, a partire dall'ultima fino alla prima posizione, per scoprire le idee più apprezzate e gli articoli più letti, condivisi (e scopiazzati :P) per quanto riguarda l'arte del riciclo. Dalle chiavi ai barattoli per il caffè, dalle camicie da uomo ai vecchi maglioni, gli spunti per dedicarsi al riciclo creativo sono davvero numerosi. Ve ne siete persi qualcuno?
Leggete la classifica e scopriteli tutti!

10) Chiavi: 10 idee per il riciclo creativo

chiavi riciclo creativo

9) 10 idee per riciclare creativamente i barattoli del caffe'

500

8) 10 idee per riciclare creativamente le camicie da uomo

riciclo camicie

7) 10 idee per riciclare in modo creativo i vecchi maglioni

maglioni

6) Come realizzare scatole e contenitori dalle bottiglie di plastica

bottiglie plastica

5) Collant: 10 riutilizzi creativi per le vecchie calze

collant

4) Scatole di scarpe: 10 idee per il riciclo creativo

scatole scarpe

3) Come tagliare la bottiglia di vetro con un filo in 10 mosse

tagliare bottiglia vetro

2) Cartone della pizza: 15 idee creative per riutilizzarlo

cartone pizza

1) Scatolette del tonno: 10 idee per il riciclo creativo

scatolette tonno
Quali idee avete sperimentato o vi sono piaciute di più?






mercoledì 14 maggio 2014

Conferenza stampa di presentazione del progetto Cool to Reuse


Si è svolta oggi presso la sede del Comune di Macerata la conferenza stampa di presentazione del progetto Cool to Reuse.
Il progetto di cooperazione europea in tema ambientale vedrà la collaborazione tra Macerata e la città spagnola di Burgos attraverso le associazioni Gruca onlus, AlterEco, Collettivo CSA Macerata e Forward Agency.
Il progetto “Cool to reuse” si è aggiudicato, tra molti candidati, il finanziamento del programma europeo Youth in Action per 47 mila euro. I partner spagnoli sono le associazioni Amycos e Fluye. L’ammontare complessivo dell’investimento è di 94.800 euro, finalizzati ad attività di promozione sul territorio italiano e spagnolo della cultura del riuso, della sostenibilità ambientale e cittadinanza attiva attraverso azioni che coinvolgono direttamente i giovani in quanto protagonisti del cambiamento. E’ strutturato in otto iniziative giovani e un programma di mobilità SVE (Servizio Volontariato Europeo) che vede una maceratese già operativa nella città spagnola di Burgos e due spagnoli che saranno presto a Macerata per realizzare gli interventi di progetto, guidati da esperti delle varie associazioni nella organizzazione delle attività attraverso percorsi di apprendimento non formale.







Leggi il testo completo
















venerdì 7 gennaio 2011

COOL TO REUSE – Buone pratiche per ridurre i rifiuti


In questo blog abbiamo proposto differenti forme per riutilizzare e riciclare i rifiuti che generiamo abitualmente nella vita domestica. Per avere un comportamento sostenibile esiste una regola generale chiamata “le tre R” cioè Ridurre, Riutilizzare, Riciclare. In questo articolo ci occuperemo della prima R proponendo un piccolo decalogo di buone pratiche da tenere in mente nella nostra vita quotidiana:

- Evita sacchetti di plastica quando acquisti nei negozi o supermercati: porta con te una borsa di tela o plastica dura che possa essere utilizzata più volte.

- Non comprare prodotti con un imballaggio eccessivo ma cerca il prodotto con il packaging che produca meno rifiuti.

- Compra prodotti venduti in confezioni familiari, evita le confezioni monodose.

- Compra prodotti locali risparmiando sia in imballaggi che nel trasporto.


- Compra prodotti sfusi e prodotti freschi: si evitano imballaggi non necessari e si acquista la quantità esatta di cui si ha bisogno.

- Utilizza la pellicola di plastica o la carta argentata il minimo indispensabile. Prendi il considerazione una volta usata potrebbe essere riutilizzata in molti modi.

- Se possibile consuma acqua di rubinetto invece di quella minerale. Per bere acqua di rubinetto usa bottiglie di vetro o alluminio che possono essere riusate innumerevoli volte.

- Scegli elettrodomestici o apparecchi che garantiscono una lunga durata di utilizzo e che possono essere riparati in caso di malfunzionamento.

- Compra oggetti di seconda mano e metti in vendita o regala quelli che non utilizzi più ma che sono ancora in buono stato.

- Evita di comprare deodoranti per ambienti: la cosa migliore è ventilare la casa o utilizzare metodi alternativi come piante aromatiche o oli essenziali.