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giovedì 4 agosto 2016

ORTOINSIEME - Il 13 agosto facciamo festa al Sasso d'Italia!



Nella cornice del SOS Festival 2016
 
Sabato 13 agosto 2016 SASSO D'ITALIA

martedì 30 giugno 2015

Inaugurazione Orto Insieme

Cura per la natura, percorsi sociali di integrazione e autoproduzione. Ha preso il via ieri a Macerata, al Sasso d’Italia, il nuovo progetto “OrtoInsieme” con cui il comune di Macerata ha assegnato per due anni uno spazio verde per la coltivazione condivisa. Oltre all’amministrazione cittadina sono state coinvolte tre associazioni locali che si occuperanno di svolgere differenti mansioni: Gruca Onlus, Alter Eco e I Nuovi Amici. Leggi tutto...




Le foto dell'inaugurazione

mercoledì 24 giugno 2015

ORTO INSIEME al SASSO D'ITALIA!

Lunedì 29 giugno 2015

ORTO INSIEME al SASSO D'ITALIA!

ore 18.00
Inaugurazione dell'orto biologico condiviso realizzato dal Comune di Macerata con le associazioni Alter Eco, Gruca onlus e I Nuovi Amici


ore 18.30
Merenda offerta ai presenti

Con “Orto Insieme” ambiente ed inclusione sociale si incontrano in un progetto di orto biologico condiviso realizzato dal Comune di Macerata con le associazioni Alter Eco, GruCA onlus e I Nuovi Amici, grazie al finanziamento del bando "Gli orti di ortincontro". A conclusione verrà offerta una merenda a tutti i presenti.

L’orto è stato realizzato su terreno comunale adiacente al parco del Sasso d’Italia con l’intento di promuovere da un lato l’adozione di stili di vita sostenibili, basati sulla produzione su piccola scala di ortaggi di stagione, il consumo di prodotti locali e dall’altro valorizzare l’utilità sociale dell’attività agricola, fornendo la possibilità a soggetti svantaggiati di effettuare un’esperienza di lavoro e condivisione che ne favorisca la socializzazione e la comunicazione con la cittadinanza. 

Il Comune di Macerata, promotore del progetto, ha messo a disposizione la terra e il suo Ufficio Ambiente per le attività di allestimento dell’orto. L’associazione GruCA Onlus, attraverso i volontari del Servizio di Volontariato Europeo,  sarà la responsabile della gestione quotidiana dell’orto, mentre l’associazione I Nuovi Amici coinvolgerà i ragazzi diversamente abili nelle operazioni settimanali di gestione dell’orto valorizzandone le diversità e le rispettive potenzialità che spesso i normali percorsi educativi e sociali lasciano inespresse. Infine l’associazione Alter Eco realizzerà un video documentario con i momenti salienti relativi alla vita dell’orto che sarà utilizzato per la disseminazione dei risultati del progetto.

I prodotti dell’orto verranno offerti alla cittadinanza, cucinati o freschi, nel corso di specifiche feste della raccolta che verranno organizzate periodicamente dalle tre associazioni coinvolte. In questo modo il pubblico avrà l’occasione di toccare con mano i risultati delle buone pratiche agricole e della promozione della filiera corta.



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Progetto realizzato nell'ambito del bando "Gli orti di ortincontro" promosso dalla Regione Marche

domenica 7 giugno 2015

CREANDO ENERGÍA - COOL TO REUSE




Somos energía, creamos energía. Cuando caminamos realizamos el acto de crear , la empresa británica, The Great Outdoor Company, lo sabe. Esta empresa se dedica a la creación de zonas de ejercicio publicas, pero con la particularidad de que sus aparatos de ejercicio aprovechan la energía que desprendemos. Actualmente han habilitado 250 parques en toda Gran Bretaña. La energía se puede aprovechar de tres maneras, la primera aprovechara para ayudar al alumbramiento del parque o alumbrado público, la segunda ayudaría al edificio mas cercano, imagino que esto disminuirá la factura de la luz común. La tercera opción es la mas utilizada, se trata de utilizar nuestro ejercicio físico para cargar los aparatos móviles, como teléfonos u ordenadores portátiles.




Iniciativa parecida ha tenido una discoteca de Londres, aprovecha la energía que genera la gente bailando en alimentar la instalación. Es la primera discoteca ecológica en el mundo, su nombre es Surya Ecological Club. Dato curioso de esta discoteca, La entrada cuesta 12 euros, pero si vas a pie, en bicicleta, o en transporte público la entrada es gratuita.

lunedì 4 maggio 2015

"INNATURALI" - Giovani artisti in concorso


Mercoledì 6 maggio - ore 18.00

Galleria MIRIONIMA Piazza della Libertà, Macerata


INAUGURAZIONE di
"INNATURALI" - Giovani artisti in concorso

L'Associazione Alter Eco e il Comune di Macerata nell'ambito del progetto COOL TO REUSE, hanno indetto un concorso artistico destinato a giovani di età compresa fra 18 e 30 anni volto all'allestimento di un'esposizione semi permanente da realizzarsi presso il parco situato in Piazzale Vittime del Terrorismo a Macerata a partire da giugno 2015.

SCEGLI ANCHE TU LE OPERE VINCITRICI!

A partire da mercoledì 6 a sabato 9 maggio dalle 18.00 alle 22.00 presso la galleria Mirionima in Piazza della Libertà sarà possibile visionare i bozzetti delle opere partecipanti e votare quello preferito. Il giudizio popolare contribuirà all'individuazione dei vincitori.












venerdì 3 aprile 2015

INNATURALI Concorso per giovani artisti - COOL TO REUSE


L’Associazione AlterEco nell'ambito del progetto COOL TO REUSE, indice un concorso artistico volto all'allestimento di un’esposizione semi permanente da realizzarsi presso il parco situato in «Piazzale Vittime del Terrorismo», a Macerata a partire da giugno 2015.

Innaturali” ha come obiettivo primario quello di stimolare il re-impiego ed il riutilizzo in maniera creativa dei beni usati e delle materie prime, prolungandone il ciclo di vita oltre le necessità del primo utilizzatore, in modo da sviluppare e promuovere tra i giovani coinvolti nel progetto strumenti di comunicazione innovativi ed efficaci nel contrastare e superare l’attuale paradigma culturale dell’usa e getta.

Il progetto COOL TO REUSE è finanziato nell'ambito del programma Youth in Action, Azione 4.6, codice Progetto 550331-YFE1-1-2013-1-IT-YOUTH-Y46 CUP|19D1400030008


All'artista vincitore verrà assegnato un
premio in denaro di 1.000 euro.

La partecipazione è gratuita e aperta a tutti i giovani artisti di età compresa tra i 18 e i 30 anni compiuti.

Il termine per la presentazione delle domande
è stato posticipato a venerdì 24 aprile 2015

E’ prevista l’organizzazione di una serata inaugurale dell’evento (giugno 2015) all'interno del quale verrà decretata l’opera vincitrice.

Iscriviti al gruppo Facebook di INNATURALI

LEGGI IL BANDO DI CONCORSO QUI SOTTO OPPURE SCARICALO E POI COMPILA LA DOMANDA DI PARTECIPAZIONE:  ALLEGATO 1     ALLEGATO 2




Scarica l'ALLEGATO con le foto del Parco Corneto per vedere la location del concorso

Iscriviti al gruppo Facebook di INNATURALI



mercoledì 18 marzo 2015

CONTAMINACIÓN SOBRE RUEDAS, COOL TO REUSE


Los coches no solo contaminan durante su circulacióntambién en su fabricación y su posterior abandono. Una de las piezas que mas se usa y se cambian son los neumáticosestán hechos de casi 200 componentes, según el rendimiento que se le quiera dar, normalmente son fabricadas con: caucho, negro de carbono, acero, textil, óxido de cinc, azufre y otros materiales como cobre, cadmio y plomo.

Los neumáticos son uno de los mayores problemas medioambientales, por su fabricación y su posterior abandono. Una de las practicas para desaceres de los neumáticos es su quema, los gases y humos que expulsa la quema son perjudiciales para la salud por sus componentes de monóxido de carbono, óxidos de nitrógeno, dióxido de carbono, óxidos de zinc, benceno, fenoles, óxidos de plomo o tolueno.

Algunas empresas pueden trasformar esta quema de neumáticos en energía calorífica, sustituyendo a otros combustibles. Centros mas especializados pueden llegar a reciclar el neumático con distintas técnicas:

-TERMÓLISIS: se someten a un calentamiento en un medio en el que no existe oxígeno. Las altas temperaturas y la ausencia de oxígeno tienen el efecto de destruir los enlaces químicos.

- PIROLISIS: Aun está poco extendido, debido a problemas de separación de compuestos carbonados que ya están siendo superados. 


- INCINERACIÓN: Proceso por el que se produce la combustión de los materiales orgánicos del neumático a altas temperaturas en hornos con materiales refractarios de alta calidad es contaminante. Genera calor que puede ser usado como energía.

- TRITURACIÓN CRIOGENICA: necesita unas instalaciones muy complejas y maquinaria especializada para purificar y separar los materiales.

- TRITURACIÓN MECÁNICA: los productos resultantes son de alta calidad, limpios de impurezas, lo que facilita la utilización en nuevos procesos y aplicaciones.

- NEUMÁTICOS CONVERTIDOS EN ENERGÍA ELÉCTRICA: los neumáticos se queman, el calor liberado provoca que el agua existente en la caldera se convierta en vapor de alta temperatura y alta presión que se conduce hasta una turbina. Al expandirse mueve la turbina y el generador acoplado a ella produce la electricidad.

Hace cuatro años en Europa, salio una ley para la regulación de dicho material, prohibiendo el abandono en el campo o vertederos. Algunos países regulan el abandono y almacenamiento de los neumáticos para su posterior reciclaje, en Estados unidos, en el año 2003, 290 millones de llantas fueron desechadas, solo 45 millones fueron reutilizadas para hacer nuevas llantas. España procesa 314.000 toneladas de neumáticos, un 10% más que la media de la Unión Europea.

Tras el tratamiento de los residuos, puede ser usado como parte de las capas asfálticas para la construcción de carreteras, en alfombras, aislantes de vehículos o losetas de goma, la fabricación de tejados, pasos a nivel, cubiertas, masillas, aislantes de vibración.
Las utilidades son infinitas y crecen cada día, como en cables de freno, compuestos de goma, suelas de zapato, bandas de retención de trafico, compuestos para navegación o modificaciones del betún.


mercoledì 25 febbraio 2015

NO SOLO TE CONTAMINAS TU - COOL TO REUSE


Los filtros no son biodegradables, están fabricados con hidrocarburos y acetato de celulosa, derivados del petroleo, tarda más de diez años en degradarse de forma natural. El problema básico no radica en el tiempo que perduran estos residuos, sino en la toxicidad que acumula, está diseñado para acumular los componentes del tabaco, que son liberados en contacto con el agua. Por lo tanto cuando llegan a los ríos o incluso al mar, sueltan estas sustancias, lo que supone una grave amenaza para la biodiversidad. Los filtros y los cigarros, al entrar en contacto con el agua, la contaminan con sustancias tóxicas como nicotina y alquitrán, así como metales pesados como plomo, arsénico y cianuro. Por cada colilla arrastrada hasta ríos o mares, se contaminan dos litros de agua. sabemos que una sola colilla de cigarrillo contamina aproximadamente 8 litros de agua de mar según estudios desarrollados por Ocean Conservancy, y hasta 50 litros de agua potable
El problema no es solo la contaminación del agua, también entra en contacto con diversos animales que pueden sufrir enfermedades e incluso la muerte, si consumen mucha nicotina. Son halladas en los estómagos de especies marinas, aves y tortugas, producto que confunden con alimento. Una sola colilla de cigarrillo en un litro de agua con peces pequeños es lo suficientemente tóxica para matar a la mitad de los peces en 96 horas, una prueba de toxicidad estándar, de acuerdo a un experimento presentado en un artículo publicado en la revista Tobacco Control.
Se analizaron los efectos de los elementos liberados por las colillas sobre la pulga de agua, un crustáceo imprescindible para la cadena alimenticia de los ecosistemas de agua dulce; el resultado fue que bastan menos de 0,125 colillas por litro de agua para que las pulgas mueran en menos de 48 horas.
También esta el problema de su fabricación, para producir 300 cigarrillos, se corta un árbol en alguna parte del mundo, según "Science, Tobacco & you". En Costa Rica, con base en los datos de consumo en el país del IAFA, contribuimos a la deforestación de unos 23,333 árboles por día. Otro de los problemas que tienen las colillas es generar incendios forestales, cuando se quedan encendidos.

Muchos países tienen leyes que obligan a los dueños de negocios a que coloquen ceniceros fijos que deben ser vaciados para limpiarlos. Además, hacen campañas para que la gente no tire las colillas en el suelo. En Australia, se ha calculado que el 50% de los cigarrillos consumidos se fuma en el exterior, y de estos el 59% se tira al suelo en vez de en un cenicero o una papelera. Para tener una estimación prudente, supondría que acaban en el suelo unas 4.000 millones de colillas.


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giovedì 19 febbraio 2015

La plastica: diversi tipi e usi alternativi- COOL TO REUSE


LEER EN ESPAÑOL

La plastica è un materiale sintetico, duttile e duraturo, usato come sostituto del vetro, del legno e di altri materiali naturali. A seconda delle loro propietà, esiste una classificazione dei tipi di plastica. Spero che questo post serva a chiarire le idee su come viene utilizzata la plastica, e quali sono i suoi usi alternativi:

venerdì 30 gennaio 2015

La rete aiuta il riuso - COOL TO REUSE

Un fattore fondamentale per contrastare lo spreco, in qualsiasi settore merceologico, è lo scambio di informazioni. La rete internet in questo campo può fare tanto mettendo in relazione le persone e ampliando le conoscenze dei singoli cittadini.

Per questo motivo molti progetti nel campo del riuso trovano in internet il fulcro della loro attività. Come questo sito creato da una rete di soggetti privati ed enti pubblici della regione Marche e finanziato con un progetto del CSV .

Il progetto ha l’obiettivo di recuperare prodotti di prima necessità per il sostegno delle persone in difficoltà. In particolare si prefigge di recuperare alimenti e beni che pur essendo ancora utilizzabili vengono tolti dal commercio per motivi estetici o gestionali, così da attuare anche una buona pratica ambientale volta alla riduzione degli sprechi e della produzione di rifiuti.

Questo è soltanto un esempio di come il web si stia rivelando un prezioso alleato per combattere qualsiasi tipo di spreco e favorire il riuso.

Fatevi un giro su NonSpreco


venerdì 23 gennaio 2015

Una APP per non sprecare il cibo - COOL TO REUSE

Ritorniamo sul tema dello spreco alimentare perché ci sta molto a cuore. Nel mondo ogni anno si perde in varie forme un terzo di tutto il cibo prodotto. In Italia tutti gli anni 146 chilogrammi per ogni persona vengono buttati. E la maggiore fonte di spreco siamo noi... Il progetto S-CAMBIACIBO cerca di limitare il fenomeno. Tramite una app per cellulare vuole mettere in connessione chi ha del cibo che sa di non consumare e chi vorrebbe farlo. Il progetto cerca di rimettere in circolo una parte del cibo che andrebbe perso creando al tempo stesso nuovi spazi di socialità. In questi giorni è partita una campagna di crowdfunding per raccogliere fondi per lo sviluppo dell'app.



Ecco le prime righe di presentazione del progetto S-cambiacibo:

Non si tratta di un baratto, ma della cessione di eccedenze alimentari (senza intermediazione di denaro) in cambio di vantaggi economici, ambientali e sociali.
Infatti, scambiare alimenti ancora consumabili, senza comprarne di nuovi, fa risparmiare euro e ridurre i rifiuti, le emissioni di CO2, il consumo di acqua e il degrado del suolo; inoltre, condividere il cibo in eccesso rafforza le relazioni sociali e fare nuove conoscenze, si sa, è sempre piacevole.
Quando ci guadagnamo tutti, si parla di modello “win win”, ogni parte ha il proprio ruolo e il proprio premio. Tutti sono veicolo di reputazione, fiducia e appartenenza.
S-Cambia Cibo sarà qualcosa di più: un servizio di rendicontazione ambientale e urbana per una reale previsione degli sviluppi dell’ambiente in cui viviamo e in cui avvengono gli scambi e le interazioni.



Il sito di S-cambiacibo
La campagna di crowdfunding











venerdì 16 gennaio 2015

Capsule del caffè. Come riciclarle correttamente e renderle un po' più sostenibili

Un'altra piccola fonte di inquinamento, che però piano piano sta diventando insostenibile. Ma perché non consideriamo l'idea di tornare alla vecchia caffettiera?
Scritto Da Marta Albè [Articolo originale: www.greenme.it]


La capsule del caffè sono sostenibili e riciclabili? Non è proprio così, almeno per quanto riguarda gran parte dei prodotti disponibili sul mercato. L'acquisto di capsule di caffè è ormai un'abitudine molto diffusa, tanto che molti italiani non riuscirebbero a farne a meno, dopo aver detto addio alla vecchia caffettiera. Potere del marketing e della comodità. I promotori del caffè in capsule non hanno però tenuto conto della loro insostenibilità.


Lo ha messo in luce Report, nella puntata di ieri, lunedì 7 aprile. Un'inchiesta della trasmissione ha svelato la scarsa qualità della bevanda più amata dagli italiani, per concludere con un'analisi delle capsule di caffè che sono ormai parte, per molti, di un vero e proprio rito quotidiano. Se, da una parte, i baristi preparerebbero il caffè con modalità errate, "con acqua sporca piena di residui cotti centinaia di volte", dall'altra le capsule contribuiscono ad inquinare l'ambiente con plastica e alluminio e rischiano di rivelarsi dannose per la salute.
Il problema del riciclaggio delle capsule di caffè si è presentato persino a Capannori, in provincia di Lucca, Comune che si distingue in Italia per l'operazione Rifiuti Zero e per le buone pratiche nella gestione della raccolta differenziata. A Capannori si ricicla quasi tutto e soltanto il 18% dei rifiuti finisce nell'indifferenziato. Aprendo i sacchetti dell'indifferenziato si è scoperto che più della metà del contenuto era rappresentato da capsule. A livello nazionale si parla di enormi quantità di plastica e di alluminio da smaltire ogni giorno.
Come riciclare le capsule di caffè

Le capsule del caffè, sottratte dalla spazzatura, si trasformano in materiali di partenza utili per il riciclo creativo, ma non tutti si dedicano a simili attività. E' importantissimo ricordare che le capsule del caffè non sono considerate ancora imballaggi, dunque non sono da conferire nella raccolta differenziata. Vanno dunque gettate tra i rifiuti indifferenziati. Le loro destinazioni? Discariche e inceneritori.
Come fare per smaltire le capsule di caffè? Quali sono i rischi per la salute?
Capsule in alluminio

Per quanto riguarda le capsule in alluminio, una soluzione esiste già. Nespresso, ad esempio, ha avviato una collaborazione con il Cial per il loro smaltimento. Si tratta di un sistema capillare di tutela ambientale che è in grado di garantire il recupero delle risorse. L'alluminio delle capsule è riciclabile al 100%. Cial invia il caffè residuo rimasto nelle capsule di alluminio al compostaggio per le coltivazioni di riso, destinato da Nespresso alla Onlus Banco Alimentare. Attualmente il progetto Ecolaboration per il riciclo delle capsule in alluminio Nespresso riguarda 30 boutique in Italia, a cui corrispondono altrettanti punti di raccolta.
E per quanto concerne la sicurezza? Secondo il professor Matteo Russo, il contatto dell'acqua ad alta temperatura con l'alluminio potrebbe liberare piccolissime particelle di questo materiale. Nespresso però garantisce che nelle capsule esiste una membrana protettiva trasparente che protegge il caffè dal contatto con l'alluminio. Il rilascio di alluminio sarebbe comunque minimo.
Capsule in plastica

Le capsule in plastica - Report fa riferimento a Lavazza - sarebbero le più disastrose. Lavazza produce più di 2 miliardi di capsule all'anno e tutte finiscono tra i rifiuti indifferenziati. Secondo Lavazza, la plastica è un componente che serve per garantire la qualità e la conservabilità del caffè.
Le capsule di plastica rilasciano sostanze tossiche? Dall'inchiesta di Report emerge che dalle capsule di plastica sottoposte ad alte temperature può avvenire un rilascio di sostanze come gli ftalati, che sono cancerogeni. La plastica delle capsule rilascerebbe anche furano - una sostanza inquinante considerata tossica e cancerogena - ma Lavazza si dichiara pronta a garantire la completa sicurezza dei propri prodotti. Infine, secondo quanto comunicato dal Ministero della Sanità, chi fabbrica caffè in cialde o in capsule è responsabile della sicurezza per quanto riguarda i limiti di migrazione.
Le soluzioni?
Cosa possiamo fare noi?

Se non riusciamo proprio a rinunciare al caffè in capsule - che, dopotutto, rappresenta un piccolo lusso visto soprattutto il costo - e a ritornare alla cara vecchia caffettiera o macchine espresso con caffè sfuso, per quanto riguarda lo smaltimento delle capsule in alluminio, possiamo conservarle e consegnarle presso i negozi e i punti di raccolta che collaborano con il Cial. Non diventa un grande sforzo visto che molto spesso ci si reca lì comunque per acquistarne di nuove. L'unica accortezza è quella di eliminare i residui di caffè - da gettare nell'umido - lavarle bene e metterle da parte.
Se siamo particolarmente fantasiosi e bravi con i lavori manuali, una soluzione parziale è rappresentata dal riciclo creativo. Le capsule in alluminio si prestano infatti a trasformarsi in bijoux, come anelli e ciondoli per orecchini e collane, e decorazioni per borse, sandali e cinture. 
Cosa possono fare le aziende?

Le aziende che producono caffè in capsule possono stringere degli accordi con i consorzi che si occupano del ritiro e dell'avvio al riciclo di materiali come l'alluminio e la plastica, in modo da facilitarne lo smaltimento. Inoltre, data la possibilità di utilizzare capsule biodegradabili, i produttori potrebbero propsettare un passaggio a capsule per il caffè più semplici da smaltire per il prossimo futuro.

Capsule biodegradabili
Lavazza sarebbe alla ricerca di un modo per fare in modo che le cialde vengano smaltito come qualunque umido che abbiamo nelle nostre case. In realtà la soluzione esiste già. Si tratta delle capsule biodegradabili realizzate da Novamont, disponibili sin dal 2013. Le capsule e le cialde biodegradabili permettono di gettare sia l'involucro che i residui di caffè direttamente nell'umido. Le capsule biodegradabili di Novamont sono in Mater-Bi, una bioplastica di derivazione vegetale che permette di ridurre il ricorso a materie prime non rinnovabili per la loro produzione.

venerdì 19 dicembre 2014

Fermiamo lo spreco alimentare - COOL TO REUSE


Sfruttiamo l'occasione delle festività natalizie per parlare di un tema che ci sta molto a cuore: lo spreco alimentare. La situazione sta diventando insostenibile da questo punto di vista. Anche la Comunità Europea si sta lentamente rendendo conto del problema e lo Stato italiano (Presidente di turno del Consiglio) ha stilato un documento intitolato la Carta di Bologna per definire una politica comune in tema di azioni concrete di lotta allo spreco alimentare in Europa.


Sprecozero è il sito del progetto per contrastare gli sprechi alimentari, e questi sono i numeri del fenomeno. Nel mondo oggi un terzo del cibo prodotto finisce sprecato ogni anno lungo la filiera alimentare e 805 milioni di persone risultano ‘cronicamente sottonutrite’. Lo spreco annuo di cibo sul pianeta vale una volta e un terzo l’intero PIL italiano, ovvero 2060 miliardi € (PIL 2013: 1560 miliardi €) inclusi i costi sociali, ambientali ed economico-produttivi (studio FAO - Food Wastage footprint 2014). Ma le percentuali sono ben diverse: laddove in Africa e nel Sud-Est Asiatico si sprecano fra 6 e 11 kg di cibo all’anno, in Europa e Nord America si arriva a 95/115 kg di cibo sprecato. Nella sola Europa, dati 2014 attestano che ogni anno si sprecano oltre 100 milioni di tonnellate di cibo. In Italia, elaborazioni Last Minute Market rilevano che lo spreco annuo di cibo è di 1.461.018 tonnellate per il residuo agricolo in campo (3,08%), di 2.036.430 tonnellate in ambito industriale-produttivo, di 270.776 tonnellate per lo spreco nella distribuzione. Senza contare il costo dello spreco domestico che nel 2013, secondo l’Osservatorio Waste Watcher, è costato 8,1 miliardi di euro, pari a circa 2,5 kg di cibo gettati ogni mese, per un costo di 32 euro al mese.

In Italia si stanno sperimentando diverse soluzioni per arginare questo fenomeno. A Torino da diversi mesi ci si è attivati in tal senso con iniziative di "Foodsharing" sull'esempio di realtà tedesche. A Milano è nata addirittura una start up che ha l'obiettivo di coinvolgere grossisti, imprese di ristorazione e piccole e grandi distribuzioni per far sì che il cibo "a richio", (quello che non verrebbe immesso sul mercato o in eccedenza perché prossimo alla scadenza), venga venduto ad un prezzo più basso e accessibile a tutti. Si chiama My Foody e questo è un video che spiega il funzionamento della rete contro gli sprechi:


Ci sono addirittura festival del cinema che puntano su questo tema. A CAERANO si è svolto quest'anno il "MoFFe - Monnezza film festival 2014", una rassegna di film a tematica ambientalista ed ecologica organizzata da AriaNova.

La società e i governi iniziano a percepire la reale gravità del fenomeno e a mobilitarsi. Ma la lotta è soltanto all'inizio. Contrastare questo spreco significa anche opporsi a quanti, più o meno surrettiziamente, vogliono imporre l'uso di sementi modificate geneticamente con la tesi che soltanto questo tipo di agricoltura può contrastare la fame nel mondo, mentre il loro reale scopo è aumentare i profitti delle aziende con il risultato di mettere a rischio tutto il genere umano con l'impoverimento genetico delle nostre fonti alimentari.

Noi come al solito vi lasciamo con degli esempi pratici di riuso del cibo, da mettere in pratica ogni giorno, per innescare il cambiamento dalle nostre piccole azioni quotidiane. Buon appetito!






































venerdì 12 dicembre 2014

Il tappeto non ci basta più - COOL TO REUSE

Noi occidentali siamo bravissimi a nascondere la nostra immondizia sotto al tappeto.
E quando il tappeto è pieno siamo altrettanto bravi a portarla a casa del nostro vicino.
In questo modo ci sembra di aver risolto il problema, ma non è così. Perché i nostri vicini sono più vicini di quanto pensiamo...

L'unica soluzione è:
PRODURRE DI MENO!
RIUSARE DI PIU'!





GUARDA IL VIDEO DI ALEX GOROSH


Leggi l'articolo completo su WIRED

Rimetti in circolo i tuoi vecchi apparecchi elettronici...
Come? Ecco due buoni esempi:

Macerata Trashware

Gizmogul











martedì 9 dicembre 2014

La terra è un gigantesco UPA - COOL TO REUSE

Che cos'è un'UPA? E cosa c'entra con il riciclo e con il nostro blog? Probabilmente non molto ma girando per il web ci siamo imbattuti in questo post dell'astronauta Samantha Cristoforetti, recentemente salita agli onori della cronaca per essere stata la prima donna italiana a salire a bordo della Stazione spaziale internazionale.


Ci ha colpito molto il suo paragone tra il sistema di riciclo e purificazione dei liquidi corporei (l'UPA appunto) dell'ISS e il funzionamento del sistema Terra: "la nostra nave spaziale Terra è, fra le molte altre cose, un gigantesco UPA. Semplicemente, non siamo abituati a pensare alla storia precedente delle molecole d’acqua nella nostra bevanda: non avrebbe molto senso, vero? Nemmeno sulla ISS ci pensiamo!"


Spesso tutti noi ci dimentichiamo dei rifiuti che produciamo, e dimentichiamo che il pianeta in cui viviamo è un sistema chiuso. Se però il sistema Terra riesce a riciclare i rifiuti prodotti dal nostro corpo e anzi li ritrasforma continuamente in nuovo "materiale da costruzione", non riesce altrettanto bene a farlo con i prodotti industriali che l'uomo produce ormai in maniera abnorme. Sta a noi quindi cercare di ridurre questo flusso incontrollato di prodotti che poi diventano inevitabilmente rifiuti, e se possibile a ridurli drasticamente...

Leggi il post di Samantha.

Siete d'accordo con noi? O pensate che il nostro allarmismo sia eccessivo? Allora vi invitiamo a dare un'occhiata a questo interessantissimo progetto fotografico di Gregg Segal: 7 days of garbage.

Segal ha chiesto ad amici, vicini di casa, ma anche sconosciuti di posare accanto alla spazzatura che avevano prodotto in una settimana. Il set è stato allestito nel giardino del fotografo dove sono stati ricreati una spiaggia, una distesa di acqua e una foresta. I soggetti sono stati ripresi dall’alto per creare una composizione pulita e ordinata. Alcuni hanno provato disgusto quando si sono distesi accanto alla propria spazzatura. Segal crede nell’importanza di confrontarsi con i consumi e gli sprechi di cui ognuno di noi è responsabile.

Questo lavoro, più di mille parole, può aiutarci a riflettere su come i nostri comportamenti quotidiani possono essere nocivi per l'ambiente e per noi stessi.


Ecco alcune delle foto di Segal...



































































































venerdì 28 novembre 2014

COOL TO REUSE - Produttori di energia elettrica dal basso




Continuiamo la serie di articoli sul terreno ancora poco esplorato del connubio tra riciclo e tecnologia. Una opzione come quella proposta dall'articolo di oggi è possibile soltanto se la legislazione e il settore distributivo sono già predisposti, come in Olanda, però quello che non è possibile oggi in Italia magari sarà realtà tra qualche anno...

venerdì 14 novembre 2014

Riciclare il calore si può - COOL TO REUSE

Può sembrare un idea di riciclo un po' strana e forse poco utile quella di cui vi parliamo questa volta ma se considerate che il consumo energetico mondiale dei mega data-center delle grandi aziende che ci forniscono i servizi internet (Google e Facebook in testa) si aggira a circa l'uno per cento del consumo totale di energia elettrica forse questa idea non è così ininfluente sul risparmio energetico.

Anche un semplice computer emette un vero e proprio getto di calore, provate ad immaginare la quantità che viene invece prodotta dai server connessi ventiquattrore su ventiquattro in tutto il mondo. E se si potesse recuperare tale calore per riutilizzarlo? L'idea è del prof. Paul Benoit, che ha messo a punto un sistema di riscaldamento che fornisce riscaldamento gratuito ed efficiente per le case e le attività commerciali.

Benoit ha ideato un radiatore elettrico chiamato Q.Rad, collegato a processori ad alte prestazioni. Questi ultimi sono equiparabili a dei PC senza schermo, connessi a internet tramite fibra ottica.

L'idea era quella di sostituire le resistenze del riscaldamento autonomo con i processori per computer, connessi a Internet, in grado di generare calore senza produrre alcun rumore. E senza costi aggiuntivi.

Per gli utenti, il principio è molto semplice: un termostato, regolabile anche a distanza tramite smartphone, consente di selezionare la temperatura desiderata prelevando il calore desiderato. Una stanza più riscaldata richiede più capacità di calcolo dei processori. Ed è ciò su cui si è basato Benoit.

Questi radiatori digitali sono stati progettati per lavorare sfruttando i data center, dove delle macchine enormi processano dati, permettendoci, più o meno consapevolmente, di aprire tante finestre su Internet contemporaneamente, o inviare un tweet. Tutto ciò richiede ogni volta l'utilizzo di calcoli informatici molto complessi. Proprio per questo i data center emettono una grande quantità di calore. Solo per fare un esempio: i “calcoli” necessari per la realizzazione di un film in 3D possono riscaldare diverse migliaia di persone per un anno.

Leggi tutto su GREENME




A questo proposito in un altro articolo leggiamo che un comunissimo iPhone, utilizzato "nella media", in un anno consuma più del frigo di casa. Oggi quasi tutti (nei paesi occidentali) posseggono uno smartphone dal quale non si separerebbero mai, e anche nei paesi poveri e in via di sviluppo questo strumento si sta rivelando utilissimo per migliorare la qualità della vita delle persone. Tutto ciò non fa presagire certo ad una diminuzione dei consumi globali di elettricità, ma sistemi tecnologici come quello proposto sopra almeno ridurrebbero considerevolmente gli sprechi energetici legati a questa tecnologia. Se poi tutte le aziende che operano nel settore spostassero i loro consumi energetici verso fonti rinnovabili questo sarebbe un passo avanti per combattere il riscaldamento del pianeta.




martedì 28 ottobre 2014

COOL TO REUSE - Noticias sobre reciclaje



Exposición en Madrid

UpCycling, la exposición donde se podrán ver las fotos de los ganadores y finalistas de la segunda edición del concurso de fotografía sobre reciclaje que han organizado Ecoembes, EFTI y Ecoalf. 
Podrá visitarse hasta el 4 de diciembre en la sala de exposiciones de la Escuela de Fotografía EFTI, en la calle Fuenterrabía de Madrid (cercanías de Atocha). Posteriormente, la muestra, recorrerá varias ciudades españolas.



Concurso sobre el reciclaje


EcoVidrio, la entidad sin ánimo de lucro encargada de la gestión del reciclado del vidrio en España, ha convocado la XV Premios Periodísticos, que tienen como objetivo promover y reconocer la divulgación de valores medioambientales, y del reciclado.



Voluntarios 2015 para tres parques nacionales


La ONG Ecologistas en Acción ha abierto la inscripción para los campos de trabajo de 2015 dentro de estos parques naturales: Monfragüe, del 9 al 15 de abril (seis voluntarios); Cabañeros, del 20 al 26 de abril (seis voluntarios); Doñana, del 22 al 28 de julio (diez voluntarios). 

Entre las tareas a realizar, desde eliminación de especies invasoras a reforestaciones con plantas autóctonas y censos de fauna.




Foto: Carolina Fernández. Primer premio en el concurso de fotografía sobre el reciclaje.