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martedì 9 febbraio 2016

Map the Reuse 2 - COOL TO REUSE


Secondo evento di videoproiezioni per la sensibilizzazione al riuso a Macerata

Continuano le videoproiezioni all’interno del progetto COOL to REUSE. Dopo il primo evento del 20 dicembre 2015, sabato 13 febbraio, all’interno di Expanded Visions, si è tenuto il secondo ciclo sempre volto alla sensibilizzazione al riuso. La proiezione si è svolta all’interno del festival di visual and architectural mapping giunto alla quarta edizione. 

La progettazione dell’evento sarà a cura di tre giovani soci dell’associazione Forward Agency che si sono occupati di realizzare un video sulla promozione del riuso affiancati da un tecnico dell’associazione.

I tre ragazzi al termine del progetto riceveranno lo Youth Pass.


Il minivideo dell'evento




lunedì 21 dicembre 2015

Map the Reuse - COOL TO REUSE

Map the Reuse
Al via le proiezioni sul tema della sensibilizzazione al riuso a Macerata.

Si è tenuta domenica 20 dicembre, la prima proiezione volta alla sensibilizzazione del riuso legata al progetto COOL to REUSE.

venerdì 4 dicembre 2015

PLAY TO REUSE! - COOL TO REUSE

Oggi, 4 dicembre 2015, si è svolta l’iniziativa “PLAY TO REUSE: gioco in rete tra i giovani europei” che fa parte delle attività del progetto europeo COOL to REUSE di cui il Comune di Macerata è il capofila, finanziato dal programma YOUTH IN ACTION.

mercoledì 18 novembre 2015

Doppio appuntamento in occasione della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti - COOL TO REUSE

Due iniziative ieri, 26 novembre, a Macerata per la Settimana europea per la riduzione dei rifiuti, a cura del Comune e del Centro educazione ambientale “Parco di Fontescodella”. 

Nella mattinata, presso le case di terra di Borgo Ficana, alla presenza degli assessori comunali Federica Curzi e Mario Iesari, sono stati consegnati all’associazione culturale OZ e al Centro per Famiglie di viale Indipendenza, quattro computer recuperati grazie al progetto Cool to reuse. Il progetto, infatti, prevede la raccolta di PC obsoleti prima che entrino nel ciclo dei rifiuti, rendendoli nuovamente utilizzabili attraverso piccole riparazioni ed installazioni di software liberi ed open-source, per donarli ad associazioni e organismi di interesse pubblico e sociale.

Nella serata, nell’aula didattica del Centro di Educazione Ambientale di Fontescodella, si è svolto l’incontro su “La gestione dei rifiuti a Macerata: risultati e nuove prospettive” che ha visto come relatori l’assessore all’ambiente Mario Iesari, il responsabile dell’ufficio Ambiente del Comune di Macerata Giovanni Romagnoli e Luca Romagnoli della Cosmari. Presentate le stime dei dati sulla raccolta differenziata a Macerata che per il 2015 dovrebbe superare il 70%. L'incontro si è concluso con una presentazione dei progetti di buone pratiche per la riduzione dei rifiuti promosse dal COSMARI nel territorio provinciale.

LE FOTO DEGLI EVENTI:   GALLERY 1   GALLERY 2

IL PROGRAMMA:


- ore 11.00 Borgo Ficana (Borgo S. Croce)
Progetto COOL to REUSE: i risultati del Trashware

- ore 21.00 aula didattica CEA Parco di Fontescodella
(Via Mugnoz 5/A all'interno del Parco urbano di Fontescodella)
La gestione dei rifiuti a Macerata: risultati e nuove prospettive

interverranno:
Mario Iesari (assessore ambiente Comune di Macerata)
Luca Romagnoli (responsabile comunicazione COSMARI)
Giovanni Romagnoli (ufficio ambiente Comune di Macerata)




giovedì 11 giugno 2015

Sai quello che fai? - COOL TO REUSE

Ecco il primo video realizzato all'interno del progetto COOL to REUSE da un gruppo di giovani con età compresa tra i 18 e i 35 anni.







domenica 7 giugno 2015

CREANDO ENERGÍA - COOL TO REUSE




Somos energía, creamos energía. Cuando caminamos realizamos el acto de crear , la empresa británica, The Great Outdoor Company, lo sabe. Esta empresa se dedica a la creación de zonas de ejercicio publicas, pero con la particularidad de que sus aparatos de ejercicio aprovechan la energía que desprendemos. Actualmente han habilitado 250 parques en toda Gran Bretaña. La energía se puede aprovechar de tres maneras, la primera aprovechara para ayudar al alumbramiento del parque o alumbrado público, la segunda ayudaría al edificio mas cercano, imagino que esto disminuirá la factura de la luz común. La tercera opción es la mas utilizada, se trata de utilizar nuestro ejercicio físico para cargar los aparatos móviles, como teléfonos u ordenadores portátiles.




Iniciativa parecida ha tenido una discoteca de Londres, aprovecha la energía que genera la gente bailando en alimentar la instalación. Es la primera discoteca ecológica en el mundo, su nombre es Surya Ecological Club. Dato curioso de esta discoteca, La entrada cuesta 12 euros, pero si vas a pie, en bicicleta, o en transporte público la entrada es gratuita.

venerdì 5 giugno 2015

Premiazione del concorso INNATURALI ed istallazione delle opere selezionate

Sabato 13 giugno alle ore 18.00 presso il Piazzale Vittime del Terrorismo (quartiere Corneto) si è svolta la premiazione del concorso INNATURALI che l’Associazione AlterEco e il Comune di Macerata hanno indetto nell'ambito del progetto COOL TO REUSE.


Il concorso, che ha avuto come tema «Mostri Fantastici: la natura riprende i suoi spazi », prevedeva la realizzazione di opere scultoree con materiali di riuso. Unico requisito di partecipazione era l’età compresa tra 18 e 30 anni.


L’artista vincitore riceverà l'assegno con la somma di 1000 euro.


A partire dalle 18.00 sarà possibile visionare le prime due opere classificate che rimarranno esposte nel piazzale durante tutta l’estate.


A seguito della premiazione l’associazione Alter Eco offrirà a tutti i partecipanti una merenda con porchetta e formaggio. Vi aspettiamo!







giovedì 21 maggio 2015

FIRE ANT ha vinto il concorso INNATURALI - COOL TO REUSE

Abbiamo un vincitore! La riunione della giuria tecnica del 15 maggio 2015 presso l'ufficio europa del Comune di Macerata ha decretato l'opera vincitrice del concorso INNATURALI!  

A seguito di un'attenta analisi dei bozzetti delle tre opere ammesse alla selezione finale, che sono stati esposti durante la festa dell'Europa presso la galleria Mirionima e sottomessi a voto popolare, la giuria, considerando l'attinenza con la tematica del bando, la resistenza dei materiali per la sua durabilità nel tempo, la sicurezza dell'opera stessa e la preferenza popolare, ha stabilito come vincitrice la ventottenne Giorgia Cegna con la sua "FIRE ANT" (formica di fuoco), opera scultorea che verrà realizzata con scarti di ferro e materiali meccanici saldati.

La premiazione della giovane artista avverrà il giorno 6 giugno 2015 in occasione dell'istallazione dell'opera nel Piazzale Vittime del Terrorismo - quartiere Corneto come previsto dal bando di concorso stesso.

L'esposizione delle opere durante gli Aperitivi Europei (foto: www.stradadeuropa.it)






L'opera vincitrice "Fire Ant" di Giorgia Cegna




Il catalogo delle opere selezionate

lunedì 4 maggio 2015

"INNATURALI" - Giovani artisti in concorso


Mercoledì 6 maggio - ore 18.00

Galleria MIRIONIMA Piazza della Libertà, Macerata


INAUGURAZIONE di
"INNATURALI" - Giovani artisti in concorso

L'Associazione Alter Eco e il Comune di Macerata nell'ambito del progetto COOL TO REUSE, hanno indetto un concorso artistico destinato a giovani di età compresa fra 18 e 30 anni volto all'allestimento di un'esposizione semi permanente da realizzarsi presso il parco situato in Piazzale Vittime del Terrorismo a Macerata a partire da giugno 2015.

SCEGLI ANCHE TU LE OPERE VINCITRICI!

A partire da mercoledì 6 a sabato 9 maggio dalle 18.00 alle 22.00 presso la galleria Mirionima in Piazza della Libertà sarà possibile visionare i bozzetti delle opere partecipanti e votare quello preferito. Il giudizio popolare contribuirà all'individuazione dei vincitori.












venerdì 3 aprile 2015

INNATURALI Concorso per giovani artisti - COOL TO REUSE


L’Associazione AlterEco nell'ambito del progetto COOL TO REUSE, indice un concorso artistico volto all'allestimento di un’esposizione semi permanente da realizzarsi presso il parco situato in «Piazzale Vittime del Terrorismo», a Macerata a partire da giugno 2015.

Innaturali” ha come obiettivo primario quello di stimolare il re-impiego ed il riutilizzo in maniera creativa dei beni usati e delle materie prime, prolungandone il ciclo di vita oltre le necessità del primo utilizzatore, in modo da sviluppare e promuovere tra i giovani coinvolti nel progetto strumenti di comunicazione innovativi ed efficaci nel contrastare e superare l’attuale paradigma culturale dell’usa e getta.

Il progetto COOL TO REUSE è finanziato nell'ambito del programma Youth in Action, Azione 4.6, codice Progetto 550331-YFE1-1-2013-1-IT-YOUTH-Y46 CUP|19D1400030008


All'artista vincitore verrà assegnato un
premio in denaro di 1.000 euro.

La partecipazione è gratuita e aperta a tutti i giovani artisti di età compresa tra i 18 e i 30 anni compiuti.

Il termine per la presentazione delle domande
è stato posticipato a venerdì 24 aprile 2015

E’ prevista l’organizzazione di una serata inaugurale dell’evento (giugno 2015) all'interno del quale verrà decretata l’opera vincitrice.

Iscriviti al gruppo Facebook di INNATURALI

LEGGI IL BANDO DI CONCORSO QUI SOTTO OPPURE SCARICALO E POI COMPILA LA DOMANDA DI PARTECIPAZIONE:  ALLEGATO 1     ALLEGATO 2




Scarica l'ALLEGATO con le foto del Parco Corneto per vedere la location del concorso

Iscriviti al gruppo Facebook di INNATURALI



mercoledì 1 aprile 2015

Obsolescenza programmata - COOL TO REUSE

LEER EN ESPAÑOL

Se siamo bravi a fare una cosa, è quella di produrre sempre più immondizia. Il “produrre di meno, riusare di più” sul quale scrivevo nello scorso post, include anche l’idea di allungare la vita delle nostre merci. Tuttavia, c’è un fenomeno che va contro questa idea, ed è quello dell’obsolescenza programmata: definire la durata di un prodotto già nella fase di design, in modo da rendere la sua vita utile limitata ad un periodo prefissato. Dopo un certo tempo di uso, il prodotto diventa inservibile. Questa idea è nata nel 1932 con lo scopo di lottare contro la grande depressione, dando una spinta al consumismo.

mercoledì 4 marzo 2015

Ancora meglio che riciclare: non produrre – COOL TO REUSE



Le discariche possono essere considerate come testimoni del fallimento del riciclaggio.
Infatti, nella “battaglia contro i residui”, le discariche dovrebbero essere l’ultima risorsa, mentre la maniera più utile per “lottare” sarebbe la riduzione della produzione di residui. Non generare residui significa tagliare alla radice il problema dei rifiuti.

In questa linea di pensiero, si vedono già certe iniziative, che provano a diffondere un nuovo paradigma di consumo. Zero waste: Refuse, Reuse, Reduce, Recicle è un’iniziativa a livello individuale e propone di adottare uno stile di vita diverso per non produrre rifiuti o per riciclarli.



Famiglia ZERO WASTE 



A livello di commercio, troviamo un altro esempio in Germania, dove due ragazze hanno aperto un supermercato senza imballaggi. Tutti i prodotti si vendono senza scatole e i clienti devono portare in negozio i loro contenitori e le loro buste. E un’alternativa all’eccessivo uso della plastica che c’è oggi nei supermercati.



mercoledì 25 febbraio 2015

NO SOLO TE CONTAMINAS TU - COOL TO REUSE


Los filtros no son biodegradables, están fabricados con hidrocarburos y acetato de celulosa, derivados del petroleo, tarda más de diez años en degradarse de forma natural. El problema básico no radica en el tiempo que perduran estos residuos, sino en la toxicidad que acumula, está diseñado para acumular los componentes del tabaco, que son liberados en contacto con el agua. Por lo tanto cuando llegan a los ríos o incluso al mar, sueltan estas sustancias, lo que supone una grave amenaza para la biodiversidad. Los filtros y los cigarros, al entrar en contacto con el agua, la contaminan con sustancias tóxicas como nicotina y alquitrán, así como metales pesados como plomo, arsénico y cianuro. Por cada colilla arrastrada hasta ríos o mares, se contaminan dos litros de agua. sabemos que una sola colilla de cigarrillo contamina aproximadamente 8 litros de agua de mar según estudios desarrollados por Ocean Conservancy, y hasta 50 litros de agua potable
El problema no es solo la contaminación del agua, también entra en contacto con diversos animales que pueden sufrir enfermedades e incluso la muerte, si consumen mucha nicotina. Son halladas en los estómagos de especies marinas, aves y tortugas, producto que confunden con alimento. Una sola colilla de cigarrillo en un litro de agua con peces pequeños es lo suficientemente tóxica para matar a la mitad de los peces en 96 horas, una prueba de toxicidad estándar, de acuerdo a un experimento presentado en un artículo publicado en la revista Tobacco Control.
Se analizaron los efectos de los elementos liberados por las colillas sobre la pulga de agua, un crustáceo imprescindible para la cadena alimenticia de los ecosistemas de agua dulce; el resultado fue que bastan menos de 0,125 colillas por litro de agua para que las pulgas mueran en menos de 48 horas.
También esta el problema de su fabricación, para producir 300 cigarrillos, se corta un árbol en alguna parte del mundo, según "Science, Tobacco & you". En Costa Rica, con base en los datos de consumo en el país del IAFA, contribuimos a la deforestación de unos 23,333 árboles por día. Otro de los problemas que tienen las colillas es generar incendios forestales, cuando se quedan encendidos.

Muchos países tienen leyes que obligan a los dueños de negocios a que coloquen ceniceros fijos que deben ser vaciados para limpiarlos. Además, hacen campañas para que la gente no tire las colillas en el suelo. En Australia, se ha calculado que el 50% de los cigarrillos consumidos se fuma en el exterior, y de estos el 59% se tira al suelo en vez de en un cenicero o una papelera. Para tener una estimación prudente, supondría que acaban en el suelo unas 4.000 millones de colillas.


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giovedì 19 febbraio 2015

La plastica: diversi tipi e usi alternativi- COOL TO REUSE


LEER EN ESPAÑOL

La plastica è un materiale sintetico, duttile e duraturo, usato come sostituto del vetro, del legno e di altri materiali naturali. A seconda delle loro propietà, esiste una classificazione dei tipi di plastica. Spero che questo post serva a chiarire le idee su come viene utilizzata la plastica, e quali sono i suoi usi alternativi:

venerdì 30 gennaio 2015

La rete aiuta il riuso - COOL TO REUSE

Un fattore fondamentale per contrastare lo spreco, in qualsiasi settore merceologico, è lo scambio di informazioni. La rete internet in questo campo può fare tanto mettendo in relazione le persone e ampliando le conoscenze dei singoli cittadini.

Per questo motivo molti progetti nel campo del riuso trovano in internet il fulcro della loro attività. Come questo sito creato da una rete di soggetti privati ed enti pubblici della regione Marche e finanziato con un progetto del CSV .

Il progetto ha l’obiettivo di recuperare prodotti di prima necessità per il sostegno delle persone in difficoltà. In particolare si prefigge di recuperare alimenti e beni che pur essendo ancora utilizzabili vengono tolti dal commercio per motivi estetici o gestionali, così da attuare anche una buona pratica ambientale volta alla riduzione degli sprechi e della produzione di rifiuti.

Questo è soltanto un esempio di come il web si stia rivelando un prezioso alleato per combattere qualsiasi tipo di spreco e favorire il riuso.

Fatevi un giro su NonSpreco


venerdì 23 gennaio 2015

Una APP per non sprecare il cibo - COOL TO REUSE

Ritorniamo sul tema dello spreco alimentare perché ci sta molto a cuore. Nel mondo ogni anno si perde in varie forme un terzo di tutto il cibo prodotto. In Italia tutti gli anni 146 chilogrammi per ogni persona vengono buttati. E la maggiore fonte di spreco siamo noi... Il progetto S-CAMBIACIBO cerca di limitare il fenomeno. Tramite una app per cellulare vuole mettere in connessione chi ha del cibo che sa di non consumare e chi vorrebbe farlo. Il progetto cerca di rimettere in circolo una parte del cibo che andrebbe perso creando al tempo stesso nuovi spazi di socialità. In questi giorni è partita una campagna di crowdfunding per raccogliere fondi per lo sviluppo dell'app.



Ecco le prime righe di presentazione del progetto S-cambiacibo:

Non si tratta di un baratto, ma della cessione di eccedenze alimentari (senza intermediazione di denaro) in cambio di vantaggi economici, ambientali e sociali.
Infatti, scambiare alimenti ancora consumabili, senza comprarne di nuovi, fa risparmiare euro e ridurre i rifiuti, le emissioni di CO2, il consumo di acqua e il degrado del suolo; inoltre, condividere il cibo in eccesso rafforza le relazioni sociali e fare nuove conoscenze, si sa, è sempre piacevole.
Quando ci guadagnamo tutti, si parla di modello “win win”, ogni parte ha il proprio ruolo e il proprio premio. Tutti sono veicolo di reputazione, fiducia e appartenenza.
S-Cambia Cibo sarà qualcosa di più: un servizio di rendicontazione ambientale e urbana per una reale previsione degli sviluppi dell’ambiente in cui viviamo e in cui avvengono gli scambi e le interazioni.



Il sito di S-cambiacibo
La campagna di crowdfunding











venerdì 16 gennaio 2015

Capsule del caffè. Come riciclarle correttamente e renderle un po' più sostenibili

Un'altra piccola fonte di inquinamento, che però piano piano sta diventando insostenibile. Ma perché non consideriamo l'idea di tornare alla vecchia caffettiera?
Scritto Da Marta Albè [Articolo originale: www.greenme.it]


La capsule del caffè sono sostenibili e riciclabili? Non è proprio così, almeno per quanto riguarda gran parte dei prodotti disponibili sul mercato. L'acquisto di capsule di caffè è ormai un'abitudine molto diffusa, tanto che molti italiani non riuscirebbero a farne a meno, dopo aver detto addio alla vecchia caffettiera. Potere del marketing e della comodità. I promotori del caffè in capsule non hanno però tenuto conto della loro insostenibilità.


Lo ha messo in luce Report, nella puntata di ieri, lunedì 7 aprile. Un'inchiesta della trasmissione ha svelato la scarsa qualità della bevanda più amata dagli italiani, per concludere con un'analisi delle capsule di caffè che sono ormai parte, per molti, di un vero e proprio rito quotidiano. Se, da una parte, i baristi preparerebbero il caffè con modalità errate, "con acqua sporca piena di residui cotti centinaia di volte", dall'altra le capsule contribuiscono ad inquinare l'ambiente con plastica e alluminio e rischiano di rivelarsi dannose per la salute.
Il problema del riciclaggio delle capsule di caffè si è presentato persino a Capannori, in provincia di Lucca, Comune che si distingue in Italia per l'operazione Rifiuti Zero e per le buone pratiche nella gestione della raccolta differenziata. A Capannori si ricicla quasi tutto e soltanto il 18% dei rifiuti finisce nell'indifferenziato. Aprendo i sacchetti dell'indifferenziato si è scoperto che più della metà del contenuto era rappresentato da capsule. A livello nazionale si parla di enormi quantità di plastica e di alluminio da smaltire ogni giorno.
Come riciclare le capsule di caffè

Le capsule del caffè, sottratte dalla spazzatura, si trasformano in materiali di partenza utili per il riciclo creativo, ma non tutti si dedicano a simili attività. E' importantissimo ricordare che le capsule del caffè non sono considerate ancora imballaggi, dunque non sono da conferire nella raccolta differenziata. Vanno dunque gettate tra i rifiuti indifferenziati. Le loro destinazioni? Discariche e inceneritori.
Come fare per smaltire le capsule di caffè? Quali sono i rischi per la salute?
Capsule in alluminio

Per quanto riguarda le capsule in alluminio, una soluzione esiste già. Nespresso, ad esempio, ha avviato una collaborazione con il Cial per il loro smaltimento. Si tratta di un sistema capillare di tutela ambientale che è in grado di garantire il recupero delle risorse. L'alluminio delle capsule è riciclabile al 100%. Cial invia il caffè residuo rimasto nelle capsule di alluminio al compostaggio per le coltivazioni di riso, destinato da Nespresso alla Onlus Banco Alimentare. Attualmente il progetto Ecolaboration per il riciclo delle capsule in alluminio Nespresso riguarda 30 boutique in Italia, a cui corrispondono altrettanti punti di raccolta.
E per quanto concerne la sicurezza? Secondo il professor Matteo Russo, il contatto dell'acqua ad alta temperatura con l'alluminio potrebbe liberare piccolissime particelle di questo materiale. Nespresso però garantisce che nelle capsule esiste una membrana protettiva trasparente che protegge il caffè dal contatto con l'alluminio. Il rilascio di alluminio sarebbe comunque minimo.
Capsule in plastica

Le capsule in plastica - Report fa riferimento a Lavazza - sarebbero le più disastrose. Lavazza produce più di 2 miliardi di capsule all'anno e tutte finiscono tra i rifiuti indifferenziati. Secondo Lavazza, la plastica è un componente che serve per garantire la qualità e la conservabilità del caffè.
Le capsule di plastica rilasciano sostanze tossiche? Dall'inchiesta di Report emerge che dalle capsule di plastica sottoposte ad alte temperature può avvenire un rilascio di sostanze come gli ftalati, che sono cancerogeni. La plastica delle capsule rilascerebbe anche furano - una sostanza inquinante considerata tossica e cancerogena - ma Lavazza si dichiara pronta a garantire la completa sicurezza dei propri prodotti. Infine, secondo quanto comunicato dal Ministero della Sanità, chi fabbrica caffè in cialde o in capsule è responsabile della sicurezza per quanto riguarda i limiti di migrazione.
Le soluzioni?
Cosa possiamo fare noi?

Se non riusciamo proprio a rinunciare al caffè in capsule - che, dopotutto, rappresenta un piccolo lusso visto soprattutto il costo - e a ritornare alla cara vecchia caffettiera o macchine espresso con caffè sfuso, per quanto riguarda lo smaltimento delle capsule in alluminio, possiamo conservarle e consegnarle presso i negozi e i punti di raccolta che collaborano con il Cial. Non diventa un grande sforzo visto che molto spesso ci si reca lì comunque per acquistarne di nuove. L'unica accortezza è quella di eliminare i residui di caffè - da gettare nell'umido - lavarle bene e metterle da parte.
Se siamo particolarmente fantasiosi e bravi con i lavori manuali, una soluzione parziale è rappresentata dal riciclo creativo. Le capsule in alluminio si prestano infatti a trasformarsi in bijoux, come anelli e ciondoli per orecchini e collane, e decorazioni per borse, sandali e cinture. 
Cosa possono fare le aziende?

Le aziende che producono caffè in capsule possono stringere degli accordi con i consorzi che si occupano del ritiro e dell'avvio al riciclo di materiali come l'alluminio e la plastica, in modo da facilitarne lo smaltimento. Inoltre, data la possibilità di utilizzare capsule biodegradabili, i produttori potrebbero propsettare un passaggio a capsule per il caffè più semplici da smaltire per il prossimo futuro.

Capsule biodegradabili
Lavazza sarebbe alla ricerca di un modo per fare in modo che le cialde vengano smaltito come qualunque umido che abbiamo nelle nostre case. In realtà la soluzione esiste già. Si tratta delle capsule biodegradabili realizzate da Novamont, disponibili sin dal 2013. Le capsule e le cialde biodegradabili permettono di gettare sia l'involucro che i residui di caffè direttamente nell'umido. Le capsule biodegradabili di Novamont sono in Mater-Bi, una bioplastica di derivazione vegetale che permette di ridurre il ricorso a materie prime non rinnovabili per la loro produzione.

venerdì 19 dicembre 2014

Fermiamo lo spreco alimentare - COOL TO REUSE


Sfruttiamo l'occasione delle festività natalizie per parlare di un tema che ci sta molto a cuore: lo spreco alimentare. La situazione sta diventando insostenibile da questo punto di vista. Anche la Comunità Europea si sta lentamente rendendo conto del problema e lo Stato italiano (Presidente di turno del Consiglio) ha stilato un documento intitolato la Carta di Bologna per definire una politica comune in tema di azioni concrete di lotta allo spreco alimentare in Europa.


Sprecozero è il sito del progetto per contrastare gli sprechi alimentari, e questi sono i numeri del fenomeno. Nel mondo oggi un terzo del cibo prodotto finisce sprecato ogni anno lungo la filiera alimentare e 805 milioni di persone risultano ‘cronicamente sottonutrite’. Lo spreco annuo di cibo sul pianeta vale una volta e un terzo l’intero PIL italiano, ovvero 2060 miliardi € (PIL 2013: 1560 miliardi €) inclusi i costi sociali, ambientali ed economico-produttivi (studio FAO - Food Wastage footprint 2014). Ma le percentuali sono ben diverse: laddove in Africa e nel Sud-Est Asiatico si sprecano fra 6 e 11 kg di cibo all’anno, in Europa e Nord America si arriva a 95/115 kg di cibo sprecato. Nella sola Europa, dati 2014 attestano che ogni anno si sprecano oltre 100 milioni di tonnellate di cibo. In Italia, elaborazioni Last Minute Market rilevano che lo spreco annuo di cibo è di 1.461.018 tonnellate per il residuo agricolo in campo (3,08%), di 2.036.430 tonnellate in ambito industriale-produttivo, di 270.776 tonnellate per lo spreco nella distribuzione. Senza contare il costo dello spreco domestico che nel 2013, secondo l’Osservatorio Waste Watcher, è costato 8,1 miliardi di euro, pari a circa 2,5 kg di cibo gettati ogni mese, per un costo di 32 euro al mese.

In Italia si stanno sperimentando diverse soluzioni per arginare questo fenomeno. A Torino da diversi mesi ci si è attivati in tal senso con iniziative di "Foodsharing" sull'esempio di realtà tedesche. A Milano è nata addirittura una start up che ha l'obiettivo di coinvolgere grossisti, imprese di ristorazione e piccole e grandi distribuzioni per far sì che il cibo "a richio", (quello che non verrebbe immesso sul mercato o in eccedenza perché prossimo alla scadenza), venga venduto ad un prezzo più basso e accessibile a tutti. Si chiama My Foody e questo è un video che spiega il funzionamento della rete contro gli sprechi:


Ci sono addirittura festival del cinema che puntano su questo tema. A CAERANO si è svolto quest'anno il "MoFFe - Monnezza film festival 2014", una rassegna di film a tematica ambientalista ed ecologica organizzata da AriaNova.

La società e i governi iniziano a percepire la reale gravità del fenomeno e a mobilitarsi. Ma la lotta è soltanto all'inizio. Contrastare questo spreco significa anche opporsi a quanti, più o meno surrettiziamente, vogliono imporre l'uso di sementi modificate geneticamente con la tesi che soltanto questo tipo di agricoltura può contrastare la fame nel mondo, mentre il loro reale scopo è aumentare i profitti delle aziende con il risultato di mettere a rischio tutto il genere umano con l'impoverimento genetico delle nostre fonti alimentari.

Noi come al solito vi lasciamo con degli esempi pratici di riuso del cibo, da mettere in pratica ogni giorno, per innescare il cambiamento dalle nostre piccole azioni quotidiane. Buon appetito!






































venerdì 12 dicembre 2014

Il tappeto non ci basta più - COOL TO REUSE

Noi occidentali siamo bravissimi a nascondere la nostra immondizia sotto al tappeto.
E quando il tappeto è pieno siamo altrettanto bravi a portarla a casa del nostro vicino.
In questo modo ci sembra di aver risolto il problema, ma non è così. Perché i nostri vicini sono più vicini di quanto pensiamo...

L'unica soluzione è:
PRODURRE DI MENO!
RIUSARE DI PIU'!





GUARDA IL VIDEO DI ALEX GOROSH


Leggi l'articolo completo su WIRED

Rimetti in circolo i tuoi vecchi apparecchi elettronici...
Come? Ecco due buoni esempi:

Macerata Trashware

Gizmogul











martedì 9 dicembre 2014

La terra è un gigantesco UPA - COOL TO REUSE

Che cos'è un'UPA? E cosa c'entra con il riciclo e con il nostro blog? Probabilmente non molto ma girando per il web ci siamo imbattuti in questo post dell'astronauta Samantha Cristoforetti, recentemente salita agli onori della cronaca per essere stata la prima donna italiana a salire a bordo della Stazione spaziale internazionale.


Ci ha colpito molto il suo paragone tra il sistema di riciclo e purificazione dei liquidi corporei (l'UPA appunto) dell'ISS e il funzionamento del sistema Terra: "la nostra nave spaziale Terra è, fra le molte altre cose, un gigantesco UPA. Semplicemente, non siamo abituati a pensare alla storia precedente delle molecole d’acqua nella nostra bevanda: non avrebbe molto senso, vero? Nemmeno sulla ISS ci pensiamo!"


Spesso tutti noi ci dimentichiamo dei rifiuti che produciamo, e dimentichiamo che il pianeta in cui viviamo è un sistema chiuso. Se però il sistema Terra riesce a riciclare i rifiuti prodotti dal nostro corpo e anzi li ritrasforma continuamente in nuovo "materiale da costruzione", non riesce altrettanto bene a farlo con i prodotti industriali che l'uomo produce ormai in maniera abnorme. Sta a noi quindi cercare di ridurre questo flusso incontrollato di prodotti che poi diventano inevitabilmente rifiuti, e se possibile a ridurli drasticamente...

Leggi il post di Samantha.

Siete d'accordo con noi? O pensate che il nostro allarmismo sia eccessivo? Allora vi invitiamo a dare un'occhiata a questo interessantissimo progetto fotografico di Gregg Segal: 7 days of garbage.

Segal ha chiesto ad amici, vicini di casa, ma anche sconosciuti di posare accanto alla spazzatura che avevano prodotto in una settimana. Il set è stato allestito nel giardino del fotografo dove sono stati ricreati una spiaggia, una distesa di acqua e una foresta. I soggetti sono stati ripresi dall’alto per creare una composizione pulita e ordinata. Alcuni hanno provato disgusto quando si sono distesi accanto alla propria spazzatura. Segal crede nell’importanza di confrontarsi con i consumi e gli sprechi di cui ognuno di noi è responsabile.

Questo lavoro, più di mille parole, può aiutarci a riflettere su come i nostri comportamenti quotidiani possono essere nocivi per l'ambiente e per noi stessi.


Ecco alcune delle foto di Segal...